thumbnail Ciao,

Ora Bergodi pare il favorito per la panchina pescarese. Oggi l'incontro decisivo. Le alternative sono Colomba, presente in città, e Marino.

Secondo l’edizione odierna del 'Corriere dello Sport' sono tre i candidati possibili alla panchina del Pescara lasciata da Giovanni Stroppa dopo la sconfitta di Siena: Bergodi, Colomba e Marino, in ordine di preferenza stando alle ultimi indiscrezioni provenienti dagli ambienti vicini alla dirigenza abruzzese.

Marino si trova nella sua Marsala ed ha sostenuto la trattativa per telefono, forse anche per questo motivo appare leggermente più defilato rispetto agli altri due. Colomba infatti è da ieri pomeriggio in città e si è incontrato con il Ds Delli Carri, mentre non ha visto il presidente Sebastiani, che viceversa avrà un incontro con Bergodi nella mattinata di oggi.

Vista la situazione della squadra del Delfino, Colomba, già avvezzo a gestire situazioni molto intricate, vedi Bologna e Parma in cui subentrò e salvo le squadre, pare avere il curriculum più adatto. A favore di Cristiano Bergodi gioca invece il favore dello stadio Adriatico: lui è un ex-biancazzuro che vinse un campionato di B ai tempi di mister Galeone. Fu oltretutto sondato anche in estate prima che la scelta ricadesse su Stroppa.

Colomba, com’era ovvio che fosse, non ha negato la trattativa: ”Ho incontrato il direttore Delli Carri e abbiamo parlato in generale di cifre, situazioni, obiettivi, problematiche come di solito in casi analoghi. Ora lui deve parlare ai soci e mi daranno una risposta. Ovvio che l'ultima parola sarà quella del presidente”.

C’è comunque molta amarezza in Sebastiani per avere dovuto accettare molto a malincuore l’addio di Giovanni Stroppa, che si è preso responsabilità solo in parte sue visto l’atteggiamento per molti tratti rinunciatario durante la sfida con il Siena. La sensazione del presidente è che ci sia stata una sorta di ammutinamento della squadra nei confronti dell'allenatore, reso evidente dalla mancanza di grinta che è stata notata anche dagli avversari.

In effetti anche Serse Cosmi, allenatore del Siena, subito dopo la partita aveva avvalorato in qualche modo a priori la tesi del presidente Sebastiani: “Non sono affari miei, però non sono ipocrita e se mi chiedete come ho visto il Pescara devo dire che i giocatori avevano negli occhi qualcosa di diverso rispetto alla partita che si stava giocando”.  Quindi, i pescaresi non erano in campo con la cattiveria agonistica necessaria per giocare una sfida salvezza come questa.

Non ci sono dichiarazioni note di Giovanni Stroppa in merito, solo il presidente Sebastiani ha parlato con lui prima che venissero ufficializzate le dimissioni domenica pomeriggio e pare che l’allenatore milanese abbia detto che la squadra ha disatteso tutte le indicazioni ricevute, comprese quelle tattiche. Poiché il presidente aveva avuto la stessa impressione durante la gara, è sbottato con il suo entourage: “Adesso daremo una scossa e qualcuno resterà attaccato al muro, poi a gennaio cambio tutta la squadra”.

Lascia molto pensare il fatto che a fronte di una prestazione pessima, tutti i dirigenti, Sebastiani e Delli Carri in primis, abbiano provato a convincere Stroppa a rimanere: evidentemente ci sono problemi che al momento non sono noti al pubblico. Ora però toccherà ad un altro tentare di risolverli. L’allenamento di oggi sarà sostenuto agli ordini del responsabile del settore giovanile Antonio Di Battista. Da domani, invece, il prescelto fra i tre candidati comincerà a pensare alla Roma.

Sullo stesso argomento