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De Rossi, Destro e Pjanic: crolla il valore di mercato dei gioielli giallorossi. Zeman dovrà rivalutarli anche in vista di un'ipotetica cessione futura.

In casa Roma è decisamente un momento no, e i volti che forse meglio rappresentano il pessimo periodo vissuto a Trigoria è quello dei vari De Rossi, Pjanic e Destro.

Settanta milioni di valutazione in tre, almeno a sentire le sirene dell'ultima sessione di calciomercato. Valore che sembra però essersi almeno dimezzato in questi primi mesi di stagione trascorsi tra polemiche, panchine e imbarcate colossali, sotto la cura del tecnico Zeman.

Ecco un altro dei paradossi di Trigoria, pianeta sul quale il boemo era planato in estate anche per provare a rivalutare il patrimonio, tecnico ed economico, dilapidato nella scellerata gestione Luis Enrique. Fallimento su tutta la linea dunque, almeno al momento.

L'unica eccezione è rappresentata dall'argentino Lamela che, con Zeman, è definitivamente esploso, facendo tirare un bel sospiro di sollievo al ds Sabatini che un anno e mezzo fa aveva puntato forte su di lui. Ci sono poi anche i casi legati a Florenzi, divenuto pedina fondamentale con il boemo, così come Tatchidis e Marquinhos.

Questo però non basterà per far rifiatare le casse della società giallorossa. I problemi con Zeman e il pugno rifilato a Mauri nel derby hanno abbattuto il valore di mercato di De Rossi. E anche Pjanic, spesso ai margini del progetto Roma, difficilmente potrebbe partire per una cifra anche solo vicina ai venticinque milioni messi sul piatto in estate dal Tottenham. Un altro che non ha certamente visto lievitare la propria quotazione di mercato è Stekelenburg, che adesso sembra anche aver perso la maglia da titolare a favore di Goicoechea.

Per non parlare della situazione relativa a Destro, strappato alla concorrenza di Inter, Juventus e Milan in estate, e adesso relegato in panchina dalle scelte di Zeman, che gli preferisce stabilmente Osvaldo.

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