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Manuel Estiarte, assistente tuttofare del tecnico spagnolo, dribbla le domande sull'interesse rossonero per Pep. 'Sistemato' Moratti, ci sono grandi elogi per la Fiorentina...

"Se ho parlato con il Milan per Guardiola? Non sono io a dover rispondere a questa domanda". Decide di svicolare, Manuel Estiarte, assistente factotum dell'ex tecnico del Barcellona, sogno nemmeno tanto proibito del club rossonero. Ospite di un evento dedicato ai manager al 'World Business Forum' di Milano, Estiarte, un passato da campione della pallanuoto, ha tenuto una relazione dal titolo "Lavoro di squadra: il metodo Guardiola".

"Non penso che esista un vero metodo, semmai esiste una maniera di essere Guardiola - ha spiegato, come riportato dalla 'Gazzetta dello Sport' - Non si pensi che portandolo in un nuovo luogo di lavoro si possa trasferire in toto l'esperienza di Barcellona. Quella è stata una cosa eccezionale. Si cercherà di prendere il meglio di quella esperienza e di portarla altrove".

Anche nel calcio italiano, perchè no: "Certo che si potrebbe provare. L'Italia ha dato tempo ad allenatori come Prandelli e Sacchi e ha fatto bene. L'importante in questi casi è convincere un Paese, un movimento, a fare in un certo modo. In Italia la crisi si sente anche dal punto di vista calcistico, qui non si gioca più il miglior calcio d'Europa".

Una squadra italiana, però, lo sta facendo impazzire: "La Fiorentina di Montella. Come gioca bene! Contestano che non segna molto? Intanto il pallone ce l'hanno loro, andatelo a recuperare!". Quella frecciata di Moratti sul Barça "noioso", invece, non gli è proprio andata giù: "Detto che ammiro il presidente interista, ce ne fossero come lui, mi ha stupito che abbia detto una frase del genere. Può dire che non apprezza il gioco blaugrana, non che lo annoia. Mi sembra una piccola mancanza di rispetto verso di noi".

Meglio pensare a Guardiola, e a cosa potrebbe portare nel nostro calcio: "Lui ha sempre trasmesso cultura, sincerità, umanità. Ogni mattina mi chiedeva come stavano i ragazzi. Non fisicamente, ma mentalmente, come stavano fuori dal campo. La questione del leader? Secondo Pep, dopo aver passato in rassegna Messi, Xavi, Iniesta, Puyol, il vero leader è colui che ti fa migliorare migliorando se stesso. Può esserlo chiunque. Quando gli ho detto che avrei parlato qui, mi ha detto: "Pochi consigli, lezioni di vita il meno possibile"".

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