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In occasione della presenza a Milano di Pere Guardiola, i rossoneri hanno preso contatti con l'entourage di Pep. Ma senza innesti societari sarà impossibile portarlo a San Siro.

Galliani ha prima smentito con il sorriso, poi utilizzando maggior fermezza. Lo stesso Allegri ha replicato alle voci in tono velatamente stizzito. Il tutto mentre l'ambiente rossonero prendeva nota delle ricostruzioni tra diffidenza e voglia di stropicciarsi gli occhi: ma davvero il Milan ha messo gli occhi su Pep Guardiola per la prossima stagione? Proviamo a rimettere ordine.

Il Milan non ha una trattativa in corso con Guardiola, nè gli ha avanzato una proposta, nè ha affrontato discorsi concreti con suo fratello Pere o Manuel Estiarte, da tempo assistente di fiducia. I rossoneri si sono semplicemente messi in fila, a voler usare un'espressione efficace.

Approfittando della presenza a Milano del duo (da scoprire se casuale o no, la differenza non è sottile) in Via Turati si sono subito mossi per organizzare un comitato d'accoglienza all'altezza della situazione. Giueppe Riso, agente FIFA di fiducia di Adriano Galliani, si è fatto beccare anche dai fotografi in compagnia di Pere, nel solito ristorante milanese spesso cornice di trattative e teatrini mediatici.

Ma non è escluso che tra il mondo rossonero e gli uomini di Pep, in particolare Estiarte, ci siano stati altri contatti nel corso di un martedì con tante sfaccettature 'misteriose'. Nessuna trattativa, come dicevamo, ma colloqui conoscitivi che al Milan sono serviti per inserisi virtualmente nel novero degli spasimanti di Guardiola in vista del suo ritorno in azione, fissato presumibilmente per la prossima estate.

'Ci piacerebbe avere Guardiola in panchina tra un anno', il succo del concetto spiegato sia a Pere che Estiarte. Come attraverso altri canali e in altri momenti hanno già fatto (o faranno) potenze come Chelsea e Manchester City, che rispetto al Milan partono sensibilmente in vantaggio nella corsa virtuale a Pep.

Questione di solidità societaria. O meglio, di potere di spesa. Prendere Guardiola non vuol dire semplicemente dover corrispondere un ingaggio faraonico ad uno dei migliori allenatori del mondo. Non è così banale. Prendere Guardiola vuol dire dover pianificare una serie di investimenti massicci nel settore tecnico, dallo staff alla squadra, tali da consentirgli di mettere in pratica il suo calcio lontano dalla realtà Barcellona.

E il Milan di oggi è qualcosa di piuttosto lontano dalla squadra ideale di Guardiola. Avrebbe bisogno di un restyling talmente profondo ed importante, irrealizzabile per quelli che sono i parametri economici fissati negli ultimi mesi in Via Turati. Ecco perchè, prima ancora che sul fronte Pep, è necessario che si sblocchi la situazione sul piano societario, con l'innesto di nuovi soci e nuove risorse.

Il Milan ha bisogno di nuova linfa per sognare in grande. Nel frattempo si mette in fila...

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