thumbnail Ciao,

L'ad bianconero è tornato sul caso infuocato dell'estate relativo all'attaccante bulgaro: "Ci hanno attaccato per giustificare una loro lacuna, non sarebbe mai arrivato".

E' stato uno degli intrecci di mercato più complicati dell'estate 2012. Alla fine niente Italia, Dmitar Berbatov ha lasciato lo United per il Fulham e Londra. Il caso, e i veleni, tra Fiorentina e Juventus, intanto non accenna a finire.

Ci pensa Beppe Marotta, amministratore delegato dei bianconeri, a gettare benzina sul fuoco. A margine dell'assemblea degli azionisti, infatti, l'ex dirigente della Sampdoria è tornato sull'argomento. Senza usare mezzi termini: "Nel mercato ci sono dinamiche variopinte. Abbiamo saputo, su volontà del giocatore e su decisione del club che era sul mercato per una cessione temporanea. Abbiamo contattato il suo entourage che ci ha detto subito che non sarebbe andato alla Fiorentina e che voleva seguire un suo ex allenatore al Fulham" la spiegazione del capo-mercato juventino.

Ed ecco, dunque, che il tutto si trasforma in positività: "Non abbiamo fatto alcuno sgarbo alla Fiorentina, anzi abbiamo fatto loro un favore ed evitato una figuraccia. Ci hanno attaccato per giustificare una loro lacuna. Avevano preparato un cerimoniale di accoglienza pur sapendo che il giocatore non sarebbe mai arrivato".

Dopo l'esplosione dello scorso anno in tante si sono fatte avanti per Arturo Vidal, lottatore del centrocampo col vizio del goal: "Ci hanno offerto 30 milioni per il cileno, li abbiamo rifiutati. La Juventus compra i campioni, non li cede. Siamo una società che guarda al futuro".

Il dirigente bianconero ammette poi di aver commesso qualche errore nel mercato degli ultimi anni, ma sottolinea anche le operazioni di gran livello andate a buon fine: "Si è fatto qualche errore, cito su tutti Martinez, ma solo chi fa sbaglia e negli ultimi due anni abbiamo dovuto operare non dico una rivoluzione, ma comunque un forte rinnovamento. Sono stati presi 22 giocatori e qualche acquisto sbagliato ci può essere stato. E tuttavia non dimentichiamo quelli giusti, ma anche operazioni intelligenti come Pirlo, Pogba, Vidal".

Menzione speciale poi per l'operazione Giovinco e per altri giocatori che hanno portato plusvalenze: "Sebastian è stato ceduto al Parma in un momento di involuzione e nel quale non c'erano offerte per lui. Lo abbiamo ceduto in comproprietà per 4 milioni e lo abbiamo ripreso, dopo che si era ampiamente rivalutato, pagandolo 11, ma ora vale 15...Sorensen pagato 20mila euro e ceduto in comproprietà al Bologna per 2,5 milioni, o Pasquato ceduto per 2,5 milioni o Troisi, preso a zero e rivenduto in comproprietà a 2".

Infine il capitolo Immobile, con la società bianconera intenzionata a non mollare assolutamente il giovane talento napoletano: "Ciro è stato ceduto in comproprietà perché per valorizzare i giovani bisogna che la controparte sia incentivata a farlo, se si cede solo in prestito spesso questo non accade. Oggi  è soltanto un potenziale campione. La compartecipazione ha portato un beneficio economico. Col Genoa c'è una buona collaborazione col Genoa e se il giocatore confermerà le attese potrà rientrare a Torino".

Sullo stesso argomento