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Il tecnico dell'Srsenal punge gli uomini mercato bianconeri: "Vogliono vendere i propri giocatori per 70 milioni, come fatto per Zidane, e acquistarli per la decima parte...".

Tifosi della Juventus, state tranquilli, Nicklas Bendtner non è un pacco nè un ripiego 'last minute', anzi è proprio lui l'agognato 'top player' che i bianconeri hanno atteso per tutta l'estate. Parola di uno che lo conosce bene, il suo ex tecnico all'Arsenal Arsene Wenger...

"Se ho lasciato partire Bentdner vuol dire che non è un top player? Invece lo è - spiega l'allenatore alsaziano a 'TuttoSport' - stiamo parlando del centravanti di una Nazionale che ha disputato la fase finale degli ultimi Europei e che ha segnato una splendida doppietta facendo tremare il Portogallo, ovvero l'unica squadra che ha poi saputo mettere in difficoltà la super Spagna euromondiale".

"Perché allora non l'ho tenuto? Perché sono convinto che in una squadra come la Juventus, in un campionato tatticamente difficile e soprattutto complicato per gli attaccanti, potrà compiere il definitivo salto di qualità - è la certezza di Wenger - Io lo credo e anche lo spero in quanto noi non l'abbiamo mica venduto, ma soltanto prestato, e il prossimo anno lo riporteremo a casa. Ai bianconeri il compito di valorizzarcelo...".

Per la Juve poi arriva anche una 'bacchettata', quando si parla della possibilità - poi sfumata - che Marotta si portasse a casa il lungamente inseguito Robin Van Persie: "Già, ma la società torinese vuole vendere i suoi giocatori per 70 milioni, come ha fatto per Zidane, e acquistarli per la decima parte. Troppo comodo, no? Quando il Manchester United, negli ultimi giorni di mercato, ci ha offerto per Van Persie 23 milioni di sterline, sarebbe stato sciocco rifiutarli soprattutto se si considera che l'olandese se ne sarebbe andato via fra un anno a parametro zero...".

Wenger spera infine che Platini faccia davvero sul serio circa l'applicazione del 'fairplay finanziario': "Presto o tardi arriverà, l'Uefa ci lavora sodo da tempo, e allora ne vedremo delle belle. Facile spendere 100 milioni a botta per comprare i miglior giocatori solo perché dietro c'è uno sceicco, un emiro o un impero petrolifero. E poi, lasciatemi dire una cosa: il prestigio di una società, per me, si misura con il numero di tifosi che ha in tutto il mondo. Se non hai storia, o se ne hai poca, non puoi avere tanti appassionati al tuo seguito...".

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