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Pazzini non rientrava più nei piani di Stramaccioni, Cassano era scontento di un Milan a suo parere troppo ridimensionato dal mercato, così si è arrivati a uno scambio inatteso.

Fino a qualche mese fa sarebbe apparso uno scambio da fantamercato, invece da lunedì sera è praticamente cosa fatta: Milan e Inter hanno trovato l'accordo per uno scambio Cassano-Pazzini, con conguaglio economico di 7 milioni che finirà nelle casse del club nerazzurro. Già oggi potrebbe esserci l'annuncio ufficiale.

Le voci su questo possibile scambio erano circolate sin dallo scorsa settimana, ma è stato ieri il giorno decisivo. Una giornata campale per i dirigenti dei due club e l'agente di Pazzini, Tullio Tinti. Sul 'Pazzo', infatti, c'era anche il Napoli, che ipotizzava con l'Inter uno scambio con Gargano, centrocampista nelle mire del club nerazzurro.

Ieri mattina, comunque, Tinti ha incontrato il ds partenopeo Bigon per riferirgli che la scelta dell'attaccante non è il Napoli ma il Milan. E nel pomeriggio per Tinti c'è stato l'incontro con gli uomini mercato rossoneri, Galliani e Braida: accordo trovato sulla base di un triennale da 2,8 milioni di euro a stagione più bonus.

In serata, poi, avviene l'incontro fra i dirigenti dei due club, Galliani e Moratti, e successivamente tra Galliani e Braida con Branca e Ghelfi, con l'accordo per lo scambio Pazzini-Cassano che di fatto si concretizza. Oggi l'agente di Fantantonio, l'avvocato Bozzo, incontrerà Branca per definire i dettagli relativi al contratto, si parla di un biennale da 3 milioni a stagione più i consueti bonus, ma non sembra possano esserci sorprese e l'annuncio ufficiale verrà probabilmente fatto già nel pomeriggio o in serata.

Ma come si è arrivati a questo scambio? Senza dubbio nella voglia di Cassano di lasciare il Milan ha influito molto il ridimensionamento del club rossonero, con gli addii di Ibrahimovic e Thiago Silva, due dei pilastri della squadra rossonera. Cassano aveva manifestato le proprie perplessità sulla competitività della squadra già durante gli Europei di Polonia e Ucraina, allorquando circolarono le voci sulla possibile cessione del difensore brasiliano, figuriamoci la sua delusione dopo che oltre a Thiago Silva è partito anche il suo grande amico Ibra.

La possibilità dello scambio con Pazzini, che ormai non rientrava più nel progetto di Stramaccioni, è stata ideata dai procuratori dei due giocatori, Tinti e Bozzo, che hanno prima ideato tale scenario e lo hanno poi illustrato a Moratti e Galliani e, visti i risultati in maniera quanto mai convincente.

Il patron nerazzurro si è subito convinto che l'idea Cassano non era poi campata così in aria, col fantasista che da tempo ambiva a vestire prima o poi la maglia nerazzurra, visto che da bambino tifava proprio l'Inter. E lo scambio con Pazzini era poi un'occasione, visto che l'attaccante nerazzurro non rientrava più da tempo nei piani del club, tanto meno da quando nel ritiro di Pinzolo il 'Pazzo' rivelò durante la presentazione della squadra che il club aveva intenzione di cederlo, cosa che fece infuriare Moratti.

Questa, pertanto, era l'occasione giusta per disfarsi di un giocatore indesiderato e accoglierne uno che era al contrario molto motivato di giocare per l'Inter.

Galliani, dal canto suo, sapeva che il rapporto con Cassano era ormai deteriorato viste, come detto, le opinioni di Fantantonio sulla politica di mercato del Milan, ma rimaneva da convincere il patron rossonero Berlusconi, che di giocatori come Cassano è innamorato e non vorrebbe mai privarsene, basti pensare a ciò che accadde con Ronaldinho.

L'ad rossonero, comunque, domenica sera durante una cena nel post-partita del 'Trofeo Berlusconi', persa contro la Juventus, è riuscito a convincere il presidente che, nonostante fossero già partiti due giocatori di prima grandezza come Thiago Silva e Ibrahimovic, e forse proprio per questo, trattenere un giocatore scontento sarebbe stato deleterio per il bene della squadra. E alla fine il patron si è convinto e ha dato il via libera all'operazione, destinata a diventare ufficiale nelle prossime ore.

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