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Il nodo principale è la cifra richiesta dai nerazzurri per dare Pazzini ai cugini. Il presidente rossonero non è del tutto convito dell'operazione.

Lo scambio Cassano-Pazzini tra Inter e Milan, che fino a pochi giorni fa sembrava solamente una indiscrezione, adesso è praticamente realtà. La conferma è arrivata ascoltando e leggendo le parole dell'amministratore delegato rossonero Adriano Galliani, il quale ha ammesso la voglia di Cassano di andare via da Milanello.

Il primo incontro tra Galliani e Branca è avvenuto la scorsa settimana e sono state definite già alcune basi. Pazzini vale 12 milioni, Cassano 7 di meno. Ragione per la quale i nerazzurri riceveranno, se lo scambio avverrà, un indennizzo di 7 milioni di euro che verrà pagato in tre anni.

In questo momento però la richiesta nerazzurra si è stabilizzata intorno ai 9-10 milioni, giudicati eccessivi dal clan rossonero. L'affare, comunque, procederà spedito nelle prossime ore, fino alla definizione, positiva o negativa che sia.

Nel frattempo stanno operando anche i procuratori dei giocatori interessati per definirne il loro ingaggio. Pazzini ha 3 anni di contratto a 2,8 milioni netti, possibile che il Milan gli proponga un anno in più con la spalmatura dell'ingaggio. Stessa situazione per Cassano: ha altri due anni di contratto a 3 milioni netti.

Di questa operazione di mercato non è però affatto convinto il patron rossonero Silvio Berlusconi, che dopo l'amichevole contro la Juventus ha convocato un summit di mercato con dirigenti e allenatore - tenutosi da Giannino - per fare il punto della situazione e per esprimere, come detto, le sue perplessità intorno a questa possibile operazione di mercato.

Bocche cucite all'uscita dal popolare ristorante, fatta eccezione per Galliani che ha ammiccato a Pazzini: "Ci è sempre piaciuto". E ora rischia di vestire il rossonero.

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