thumbnail Ciao,

Infantino ribadisce le linee guida della politica di equilibrio finanziario voluta da Platini: "Ognuno è libero di agire, poi noi prenderemo i provvedimenti necessari...".

Dopo Ibrahimovic, Lavezzi, Thiago Silva, Verratti (per dire solo di quelli di quest'anno, cui vanno aggiunti i vari Pastore, Menez, Thiago Motta, Sissoko, Alex, Sirigu della scorsa campagna), il Paris Saint-Germain non si ferma e mette le mani - stando ai rumors che arrivano dal Brasile - anche su Lucas Moura, pagato anche lui non certo noccioline: 45 milioni sull'unghia, arriverà tra 12 mesi.

Ed allora sono sempre di più coloro che si chiedono come farà il club dello sceicco Al Thani a rientrare nei parametri del fair play finanziario voluto dall'Uefa e crescono i dubbi circa la sua reale applicazione quando si arriverà al momento di tirare le prime conclusioni nel 2014.

Dubbi che cerca di fugare, dalle pagine della 'Gazzetta dello Sport', Gianni Infantino, il braccio destro di Platini a Nyon: "I club conoscono le regole, anche perché le hanno chieste e poi approvate. La maggior parte si sta adeguando. E sa che non ci saranno sconti o favoritismi: non guarderemo in faccia a nessuno".

"Preoccupata l'Uefa? No, non siamo noi quelli preoccupati - spiega il segretario generale dell'Uefa - In caso lo sarà il PSG, se non riesce a generare ricavi almeno pari alle spese... Non sarà facile applicare il fair play, lo sapevamo, e proprio per questo ci affidiamo anche a personalità indipendenti e di spessore. Nell'organismo giudicante ci sono magistrati Ue e grandi esperti indipendenti, il che mette al riparo da qualunque insinuazione di condizionamenti politici".

Infantino si sofferma poi sulle grandi potenzialità di una piazza come Parigi, che potrebbe consentire alla società francese di riuscire a generare ricavi tali da 'starci dentro': "La situazione generale sta cambiando. E, soprattutto, non possiamo basarci soltanto sul mercato. Ci sono anche le entrate. L'Arsenal ricava 120 milioni dal suo stadio di 60mila posti, il Bayern 80, in Italia uno stadio da 80mila posti come San Siro genera appena 25 milioni. Le entrate non sono soltanto dai biglietti ma da hospitality, ristoranti, eventi: altrove si 'vive' lo stadio, in Italia no, Juventus esclusa. Parlando di Psg bisogna anche chiedersi: come vengono spesi questi soldi? Una città come Parigi ha potenzialità per generare grandi entrate. Ripeto: è presto. Ognuno è libero di agire, poi noi prenderemo i provvedimenti necessari...".

Intanto le nude cifre sono sotto gli occhi di tutti, ecco il bilancio delle ultime due campagne acquisti: -106 milioni l'anno scorso, -100 quest'anno. E qualcuno ricorda che in ogni caso l'esclusione dalle coppe europee - agitata come spauracchio - è soltanto l'ultima delle sanzioni previste, abbondantemente dopo: avvisi, multe, penalizzazioni di punti, trattenuta di una percentuale dei premi Uefa, divieto di iscrizione di giocatori nelle liste Uefa, riduzione delle liste Uefa a meno di 25 giocatori...

Sullo stesso argomento