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Il ds parla del centrocampista uruguagio diventato rosanero grazie a un blitz nel villaggio olimpico di Londra e chiarisce: "Il suo arrivo non implica la cessione di Migliaccio".

Dopo averlo fatto diventare un calciatore del Palermo grazie a un blitz nel villaggio olimpico di Londra, Giorgio Perinetti se lo coccola. Il ds rosanero, dalle colonne del 'Corriere dello Sport', spende parole d'elogio per Arevalo Rios e lo fa diventare spunto per spezzare una lancia in favore di Zamparini.

"Il ragazzo aveva problemi perchè alle Olimpiadi i giocatori non si possono avvicinare. Abbiamo risolto tutto velocemente appena gli è stato concesso un brevissimo permesso per incontrarci - ha rivelato Perinetti - Con i club sudamericani sono sempre i dettagli, il numero degli agenti che ruotono attorno a creare delle particolari situazioni. Ma per fortuna tutto è andato liscio, tutto si è concluso nel migliore dei modi".

Un approdo, quello di Rios in Sicilia, effettuato con qualche mese di ritardo: "E' normale che trattandosi di un giocatore importante, nazionale uruguaiano, appartenente al un club messicano avesse delle ambizioni e anche delle richieste e occorresse il giusto tempo per definire il trasferimento - ha evidenziato il ds - Avevamo sempre detto che sarebbe arrivato, siamo stati di parola".

Perinetti definisce il nuovo acquisto "un giocatore di sostanza. Se la nazionale uruguaiana lo ha portato alle Olimpiadi come fuori quota vuol dire che importante. Sarà una guida per i suoi compagni della Celeste e poi lo sarà anche per il Palermo".

Un colpo che, secondo il dirigente, mette a tacere chi dubitava di Zamparini: "Il presidente mantiene la voglia di investire e di fare un Palermo sempre più competitivo. Rios e Dybala sono giocatori chi per l'immediato e chi a breve termine molto importanti".

Chi immagina che il mediano sia giunto in rosanero per raccogliere l'eredità di Migliaccio, viene subito smentito da Perinetti: "Per la definizione dell'organico ne discuteremo a fine ritiro insieme col presidente Zamparini. Non è che se arriva uno per forza deve andare via l'altro. Non è questo il discorso".

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