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Il difensore, accusato di aver dato fuoco alla villa dove viveva con moglie e figli, rischia quindici anni di reclusione. La Lazio valuta le alternative, Lugano in pole

Si complica l'affare Breno per la Lazio. Il difensore brasiliano, a processo in Germania con l'accusa di aver dato fuoco alla villa in cui risiedeva con la moglie ed i figli, rischia una condanna a quindici anni di reclusione, che gli impedirebbe di trasferirsi in Italia. Ecco perchè Lotito e Tare stanno cominciando a guardarsi intorno, alla ricerca di valide alternative.

Come riportato dalla 'Gazzetta dello Sport', a fare scalpore durante il dibattimento, è stata la testimonianza dell' ex agente del difensore, Guillermo Dimiranda, che, ammettendo di aver avuto una relazione con la moglie di Breno, ha confessato come il brasiliano fosse già ubriaco la mattina dell'incendio. Alcool a cui avrebbe abbinato sonniferi, dei quali si sarebbe rifornito presso il Bayern Monaco, cosa seccamente smentita dal club bavarese.

Anche la moglie del calciatore, tramite testimonianza scritta, non ha di certo alleggerito la posizione del coniuge, parlando di lui come un uomo posseduto dal demonio. Le perizie tecniche però sono controverse e non hanno appurato con certezza l'origine dolosa del rogo.

Breno rischia comunque una condanna a quindici anni di reclusione, potrebbe però cavarsela con la condizionale in caso di pena inferiore ai ventiquattro mesi, ipotesi nella quale nulla vieterebbe alla Lazio di ingaggiarlo, come previsto. In caso contrario a Formello si preparano le alternative.

Piace, e molto, Canini, difensore del Cagliari, ma il pessiono rapporto tra Lotito e Cellino ed il forte interesse del Torino sul giocatore, inducono al pessimismo. La pista più percorribile è quella che porta al Basilea, società svizzera nella quale milita l'argentino Abraham, soluzione più semplice ma che convince poco a livello tecnico.

Ecco allora il sogno Lugano. L'uruguaiano, i cui rapporti con il Psg sono tutt'altro che idilliaci, potrebbe arrivare abbastanza agevolmente a Roma. Difficile però trovare un'intesa sull'ingaggio, i 3,5 milioni percepiti attualmente in Francia sono inimagginabili per le casse biancocelesti.

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