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Nel Cda di ieri approvato budget ristretto rispetto alla scorsa stagione. Dodò e Castan in arrivo, Sabatini tratta sempre per Destro. Passi avanti per il nuovo stadio.

Se la campagna acquisti intrapresa lo scorso anno dalla dirigenza della Roma era parsa simile ad un'immigrazione di massa, con campioni e campioncini in arrivo da ogni parte del globo, quella di quest'anno verrà imbastita in maniera sobria e puntando soprattutto sulla qualità, piuttosto che sulla quantità. Il budget a disposizione è comunque di livello medio-alto - 'La Gazzetta dello Sport' parla di 30 milioni di euro - e se ben impiegato può assicurare quei rinforzi necessari a puntellare una rosa comunque di valore.

Le linee guida per quest'estate sono state illustrate da Baldini nel corso del Cda di ieri: la squadra non va ricostruita, solo rinforzata. I reparti che più necessitano di una revisione sono difesa e centrocampo. Il terzino Dodò è dato in arrivo in tempi brevissimi, così come il centrale Castan, mentre in mediana è stato già assestato il colpo Marquinho - riscattato-. In attacco non servono innesti, soprattutto alla luce della conferma di Borini, il ds Sabatini si muoverà solo nel caso di occasioni irrinunciabili. Premettendo ciò, non è certo tramontato l'interesse del Direttore Sportivo per l'attaccante a metà tra Genoa e Siena Mattia Destro.

Arrivare alla giovane punta scuola Inter sembra comunque complicato: nell'incontro avvenuto ieri con Capozucca, nel quale si è parlato anche del greco Tachtsidis, Sabatini si è sentito ribadire che il prezzo di Destro è fermo a 16 milioni per la totalità del cartellino, a 8 per acquisire la metà rossoblù. Sebbene i giallorossi risultino in vantaggio sulle altre contendenti, la trattativa potrebbe prendere la svolta decisiva solo se da Roma partisse uno tra Borini e Osvaldo, in modo da garantire denari da investire e spazio in rosa.

Da non sottovalutare tra l'altro sarà il capitolo cessioni. Sommando ai giocatori attuali i giovani Primavera che hanno raggiunto il limite d'età, la rosa romanista veste taglie extralarge: quasi 40 unità. Necessaria una severissima dieta, atta anche a rimpolpare le casse e smaltire qualche esubero di lusso che altrimenti costringerebbe la Roma a versare cifre astronomiche per pagare 'pensioni dorate' a giocatori non impegnati, vedi Borriello - 4 milioni di ingaggio - e Pizarro.

Oltre alle strategie di mercato, nel Cda di ieri si è parlato anche del nuovo stadio di proprietà, vero e proprio fulcro dell'investimento americano dell'anno scorso. Secondo quanto riportato dal 'Corriere dello Sport', al momento sarebbero state individuate dieci aree. Nei prossimi giorni si intensificheranno i contatti con gli organi istituzionali e l'elenco di siti agibili dovrebbe quantomeno dimezzarsi.

Le prossime tappe a breve-medio termine saranno l'individuazione dell'area adatta e presentare un progetto valido, al quale seguiranno circa tre anni di lavori. Realisticamente si può avanzare l'ipotesi che nel caso non sorgano problematiche, la Roma potrebbe disputare il primo match casalingo in un nuovo impianto di proprietà nella stagione 2016-17.

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