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L'Ad rossonero è tornato da Parigi con una sostanziale piattaforma di accordo con il club francese: 42 mln + 4 di bonus. C'è solo una persona che può fermare tutto, si prega...

Speranza e illusione, rabbia e sollievo.I sentimenti dei tifosi del Milan nelle ultime ore hanno seguito di pari passo le concitate notizie che arrivavano da Parigi, dove Adriano Galliani era a colloquio col vecchio amico Leonardo per strappare le migliori condizioni possibili per la cessione di Thiago Silva al Paris Saint-Germain.

Quando tutto infatti sembrava propendere per l'imminente annuncio della chiusura della trattativa, a fronte della classica 'offerta irrinunciabile' da parte degli sceicchi sia per la società rossonera che per il brasiliano, ieri a metà giornata ha fatto irruzione - sugli schermi amici di 'Milan Channel' - il volto sorridente di Silvio Berlusconi in immagine votiva, accompagnato dall'invito esplicito alla "preghiera" affinchè non vendesse Thiagone.

Era il chiaro segnale che qualcosa era cambiato nella vicenda, e che il presidente onorario del Diavolo era adesso l'unico fattore decisivo, il dito sul grilletto della pistola fumante, colui che con un solo cenno poteva segnare la differenza tra un Milan orgogliosamente deciso a conservare i gioielli di famiglia o invece una squadra ridotta a 'supermercato' delle altre big d'Europa.

Fuor di metafora, la situzione ora è chiarissima: Galliani è tornato da Parigi con una sostanziale piattaforma di accordo con il Psg, sulla base di 42 milioni cash + 4 di bonus (non a caso il virgolettato attribuito a Berlusconi l'altro giorno era: "Ci danno 46 milioni, i conti vanni male..."), così come ormai anche il giocatore è entrato nell'ordine di idee di accettare il trasferimento sotto la Torre Eiffel, convinto a sua volta da 'ottimi argomenti'.

Si parla anche di accordi specifici sulle modalità di pagamento (le procedure per i bonifici) e della disponibilità dei francesi di pagare il contributo di solidarietà dovuto alla Fifa, pari a oltre 2 milioni.

Insomma, ora è realmente tutto in mano a Berlusconi, le cui perplessità nelle ultime ore sono aumentate a dismisura soprattutto per tre motivi: la reazione rabbiosa della figlia Barbara, che si è sentita tradita dopo che si era spesa parecchio in prima persona - con la sua linea dei tagli interni al club - per evitare la 'cessione eccellente', quella ancora più furiosa (eufemismo) dei tifosi milanisti, ed infine anche le uscite dei vari Cassano e Boateng, spia di uno spogliatoio in subbuglio per il possibile addio del totem brasiliano.

Galliani ha chiesto a Leonardo -ottenendola - una settimana di tempo per accettare o meno la proposta del Psg. Ora è Berlusconi ad avere tutto nelle sue mani, i tifosi del Milan continuano a pregare...

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