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2Ringrazio il Milan, i miei compagni di squadra e i tifosi per la festa d’addio contro il Novara. Non la dimenticherò mai. Ho giocato poco, è vero. Ho condiviso la scelta".

Tra gli addii di casa Milan c'è stato anche quello di Gianluca Zambrotta, Campione del Mondo 2005 con la Nazionale azzurra. Si interroga sul proprio futuro l'esterno, che ha da poco iniziato il Corso di allenatori di Seconda a Terza categoria in attesa di sapere come proseguirà la sua avventura da calciatore.

"Per il momento mi sento e sono ancora un calciatore. Dell’allenatore ho ancora poche peculiarità, anche se mi piacerebbe a lavorare a livello di settore giovanile" le parole in esclusiva al 'Corriere dello Sport'. "Mi ritiro? Non lo so ancora. Bisogna vedere cosa mi sarà offerto. Mi interesserebbe eventualmente un’esperienza all’estero".

La scelta però pare limitata a due mete: "Stati Uniti o Dubai. Ma non ho ancora deciso, devo avere le idee più chiare. Ringrazio il Milan, i miei compagni di squadra e i tifosi per la festa d’addio contro il Novara. Non la dimenticherò mai. Ho giocato poco, è vero. In alcuni casi non ho condiviso la scelta, ma ho accettato con disciplina e in silenzio. Io sono uno che non vuole mai rompere le scatole a nessuno".

Messaggio alla società rossonera, consigli per il futuro: "Ci vorrà un po’ di tempo per ricostruire un gruppo solido ed esperto. Ma penso che Ambrosini e Abbiati possano gestire molto bene lo spogliatoio. Non può fare a meno dei suoi grandi campioni. Bisogna averne almeno uno per ogni reparto. Thiago Silva e Ibrahimovic, per intenderci. Serve un nuovo Pirlo, come Verratti".

La mente, comunque, è già proiettata su che tipo di mister sarà Zambrotta da grande: "Un mix dei 3 a cui sono più legato e che hanno condizionato positivamente la mia carriera: Fascetti che mi ha dato subito fiducia in serie A, Ancelotti che mi ha valorizzato a centrocampo e Lippi che mi ha trasformato in terzino sinistro".

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