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Il 'Pocho' ha spaccato il tifo ieri sera a Fuorigrotta: l'ala dura del tifo non gli ha perdonato la 'voglia di fuga' emersa negli ultimi tempi. Hamsik lo difende: "Non lo merita".

Faceva impressione ieri sera sentire quei fischi rivolti da parte degli spalti del San Paolo ad Ezequiel Lavezzi. L'attaccante argentino pare avviato - salvo clamorosi dietrofront, anche e soprattutto in tema di tetto ingaggi da parte del Napoli - a diventare ex idolo di quella tifoseria che per 5 anni lo ha amato alla follia.

'Colpa' degli spifferi sempre più forti che ormai sono di dominio pubblico nella città partenopea da settimane, voci che parlano della 'voglia di fuga' di un Pocho desideroso - a 27 anni - di monetizzare l'ultimo contratto importante della sua carriera, mettendosi in tasca i 5 milioni netti che squadre come il Psg o l'Inter sono disposte a versargli in tasca.

Come racconta l'inviato della 'Gazzetta dello Sport' a Fuorigrotta, i tifosi, quelli più tosti, l'hanno presa male. E hanno fischiato. E secondo la 'rosea', anche il presidente De Laurentiis non sarebbe più tanto ben disposto verso il suo ex pupillo, al punto che sulle sue labbra ad un certo punto si sarebbe letto "Pocho vattene".

In difesa del compagno di squadra è intervenuto a fine partita col Siena Marek Hamsik: "Sono stato male per i fischi a Lavezzi, non li meritava. Lui è un gioiello e deve restare. A proposito, meglio pensare al futuro. Ci siamo confermati per il terzo anno in Europa, ho fiducia nel progetto della società... La finale con la Juve? Al momento è la squadra più forte d'Italia, sarà dura però vogliamo vincere".

"Siamo a fine stagione, eravamo stremati - ha continuato lo slovacco, che ieri ha chiuso con la fascia di capitano al braccio - ma abbiamo dato tutto per vincere e restare aggrappati alla speranza terzo posto. Non siamo arrivati in Champions perchè abbiamo perso due punti decisivi con il Catania, anche se il bilancio della stagione è soddisfacente".

Chi ha chiuso col botto è stato il 'doppiettista' Dossena: "Dedico queste mie due reti a mia moglie, che sta per regalarmi il primo figlio, e a mio padre che, da lassù, si sarà fatto una grossa risata per questi miei goal. Grande gioia, il mio ultimo mese e mezzo non è stato facile. Alla finale di Coppa Italia arriva un Napoli carico, siamo in palla, proprio come la Juventus...".

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