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L'argentino è rinato con l'arrivo di Stramaccioni: "mi ha parlato e mi ha dato fiducia", e sul futuro, giura amore eterno all'inter: "Voglio rimanere a Milano a lungo".

Arrivato all'Inter con grandissime aspettative, Ricky Alvarez ha impiegato un pò di tempo per farsi apprezzare dall'ambiente nerazzurro. Ai margini della rosa per quasi l'intero girone d'andata, l'argentino ha trovato continuità di impiego e soprattutto di rendimento: "Come ci sono riuscito? Con il lavoro e con la fiducia - ha dichiarato con orgoglio al 'Corriere dello Sport' -. Non ho mai smesso di credere in me stesso. La mia prima stagione in Europa è stata difficile, ma non mi ha cambiato: io mi alleno duramente ogni giorno per migliorarmi e non mollo mai".

Parlare di rinascita forse non è corretto, visto che il calciatore in questione è un giovane classe '88, ma senza dubbio lo si può definire un giocatore ritrovato.

Indispensabile nella maturazione del ragazzo è stato l'arrivo di Stramaccioni sulla panchina narazzurra, uno che di giovani se ne intende: "Mi ha parlato e mi ha dato fiducia. Crede nel mio gioco e me lo ha trasmesso. Eí un bravo allenatore, uno a cui piace il calcio offensivo e tutti da questa sua prima esperienza hanno capito che ha un bel futuro".

Nei momenti più bui della sua esperienza all'ombra del Duomo, Alvarez si è trovato a chiedersi se la scelta di giocare in italia fosse stata la più proficua per la sua carriera: "Sì l'ho pensato, ma è stato questo che mi ha fatto andare avanti, che mi ha dato la spinta per imparare e adattarmi a un calcio nuovo. E' stato uno stimolo.

Se a gennaio ho pensato di andarmene? No. Dal momento in cui sono arrivato qua, il mio unico pensiero è stato quello di affermarmi con la maglia dellíInter per restarci tanti anni. So bene che nel calcio non c'è mai niente di certo, ma io ho chiaro in mente quello che voglio: rimanere a Milano a lungo".

Siamo ancora a metà maggio ma già si rincorrono le voci riguardanti il mercato estivo nerazzurro. Il nome caldo in via Turati è quello di Ezequiel Lavezzi, giocatore che Alvarez conosce bene e che raccomanda caldamente alla dirigenza dell'Inter: "Il 'Pocho' lo conosco perchè ho giocato in nazionale con lui.

Come giocatore tutti sanno che è fortissimo e lo ha dimostrato al Napoli dove ha fatto la differenza. Io che sono stato con lui in nazionale posso assicurarvi che è anche una persona brava e simpatica, uno che alla squadra può servire sia in campo che fuori. Come si vive a Milano? E' una città bella e la consiglierei a Lavezzi e a chiunque altro perchè qui si sta bene".

Battere la Lazio all'ultima giornata significherebbe continuare ad alimentare le, seppur flebili, speranze Champions rimaste ad animare i sogni dei tifosi nerazzurri: "I numeri dicono di sì e dobbiamo crederci, senza però dimenticare che le nostre possibilità non sono molte visto che dovremo aspettare il risultato di altre 2 partite. Un successo ci permetterebbe di arrivare magari al terzo o al quarto posto e di programmare meglio il lavoro della prossima annata. E poi finire bene questa stagione è importante".

L'intervista si conclude con una battuta sullo Scudetto vinto dalla Juventus, al quale indirettamente ha contribuito anche l'Inter, battendo il Milan del Derby, e spianando in questo modo la strada agli uomini di Conte. "Se è giusto che la Juve abbia vinto lo Scudetto? Sì perchè ha giocato grandi partite e non ha mai perso".

 

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