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La panchina del tecnico giallorosso non sembra più così solida, nonostante le continue rassicurazioni della dirigenza che lo ha scelto. Avanza la candidatura del tecnico azzurro.

Il Luis Enrique 'ammirato' ieri in conferenza stampa - al termine del match disastrosamente perso dalla Roma all'Olimpico contro la Fiorentina - è davvero apparso un uomo oltre la soglia della crisi di nervi. Pugni sbattuti sul tavolo (dopo il gesto delle corna fatto a partita in corso a scopo scaramantico...), risposte sempre più sarcastiche ai 'nemici' giornalisti, insomma tutto il rituale della classica 'sindrome da accerchiamento'.

"Tranquilli, oggi è un giorno in meno dalla mia partenza - è la dichiarazione tra resa e orgoglio riportata dalla 'Gazzetta dello Sprot' - Se è quello che volete, andrò via. Adesso non è il momento di fuggire. Ora devo pensare alle prossime quattro partite che ci servono per la qualificazione europea. Ma per vostra fortuna tutto questo non sarà eterno... Un uomo vero lo sono già. Ma devo essere anche un allenatore vero. Ho tanta fiducia in me stesso, mi mancano i risultati. Per la Roma arriverà il momento dei trionfi, io le auguro esiti altissimi".

Parole che descrivono a tutto tondo la figura mascelluta e sempre a testa alta dell'asturiano, la cui conferma nella prossima stagione sembra sempre più lontana, anche per l'umore di una piazza che ieri è passata nello spazio di 90 minuti dallo striscione esposto in curva "Un uomo vero in un mondo di falsi. Adelante Luis" ai "vaffa" finali ed al coro "Vieni fuori Luis".

Intanto il quotidiano 'La Stampa' oggi lancia la candidatura forte di Walter Mazzarri per la Roma 2012-2013, mentre sul cadavere (sportivo) di 'Lucho' infierisce anche Fabio Capello, quando a 'Sky' gli chiedono di un Bayern che in finale di Champions sarà costretto a schierare Tymoschuk difensore centrale: "Non è proprio il massimo. Un po' come, fatemelo dire, De Rossi in quel ruolo nella Roma...".

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