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"Mi sento perfettamente inserito nel gioco del Chievo. Sono un organizzatore, mi piace prendere la palla e far ripartire l'azione" ha affermato lo statunitense.

Cervello, mastino, imposta, difende. Michael Bradley è il leader del centrocampo in casa Chievo. Arrivato in Italia da poco, lo statunitense è già diventato uno dei più interessanti giocatori della massima serie. "Sapevo che il Chievo era un club con una buona tradizione, giocatori discreti e dirigenti che fanno le cose per bene. Ho pensato fosse il posto giusto per fare una buona prima esperienza in Italia" ha rivelato il 24enne in esclusiva alla 'Gazzetta dello Sport'.

In attesa di vedere il calcio a stelle e strisce crescere ("Non è facile, pochi soldi, i giocatori migliori vanno in Europa"), Bradley non ha dubbi sul quale sia il miglior campionato: "Ho giocato in Germania, Inghilterra e Olanda, ma in Italia il livello tattico è molto alto. Qui si cura ogni dettaglio, bisogna studiare. In Inghilterra e in Germania è un calcio più fisico e si corre di più. In Italia non ci sono gli stessi stadi di altri paesi, ma come qualità resta il miglior campionato".

Domani affronterà l'Italia in quel di Genova. Magari cercherà di mettersi in mostra per il 'suo' Milan: "Quando ero piccolo in America trasmettevano solo una partita del campionato italiano la domenica alle 9. Io e mio padre non ne perdevamo una e quando giocava il Milan ero felicissimo: era la mia squadra preferita e io potevo vedere il mio idolo Albertini".

Galliani prenda carta e penna: "Mi sento perfettamente inserito nel gioco gialloblù. Sono un organizzatore, mi piace prendere la palla e far ripartire l'azione. Rispetto il Chievo, ma il mio sogno è giocare in una squadra importante. Finché sarò qui darò tutto, il futuro si vedrà".

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