Robinho è al Milan per un motivo: "Ridare la GIOIA a Dinho, faremo grandi cose". A Manchester non ce la faceva più: "Città orribile, freddo e nessuna FIDUCIA di Mancini"

Il brasiliano ha parlato in diversi momenti della sua nuova avventura al Milan e di quella al City, fallita dopo poco più di un anno.

Robinho - Brazil (Getty Images)
Pato, Ronaldinho e ora anche Robinho. Insieme ad Ibrahimovic, lì davanti il Milan ballerà il Samba. E probabilmente, se Allegri riuscirà a far convivere tutto quel talento brasiliano in una sola formazione, ci sarà da divertirsi. Anche l'ultimo arrivato, Robinho, ne è convinto, e in un'intervista a 'Globoesporte' ha spiegato di avere una gran voglia di giocare con Dinho, col quale ha intenzione di dare spettacolo a suon di colpi e sorrisi.

"Il mio obiettivo -ha detto 'Binho'- è di far ritrovare a Ronaldinho la gioia con la quale potrebbe tornare a essere il migliore. È un grande giocatore, per questo sono sicuro che potrà fare grandi cose per il Milan". Pare che Ronaldinho sia stato decisivo nella scelta del Milan di puntare sul talento del City: "Non ho ancora parlato con Ronaldinho ma ho ricevuto un suo messaggio in cui mi diceva di essere felice del mio arrivo al Milan".

Al contrario, Robinho è altrettanto contento di aver lasciato il Manchester City, dove non si è mai trovato nè con Huges nè con Mancini: "Nessuno dei due mi ha capito e Mancini non ha mai avuto fiducia in me", ha detto Robinho in un'intervista a 'People'. "Forse guardavano soltanto al lato sportivo delle cose, ma per me non era abbastanza. Sono brasiliano e non posso dare il massimo se non sono contento in ogni aspetto della mia vita. Sono un calciatore speciale e ho bisogno di essere felice quando gioco. E' stato così nel Real Madrid ma mai al City. L'avvio è stato positivo ma l'Inghilterra è un paese difficile e ho avuto problemi d'adattamento".

Uno dei problemi è stato il clima di Manchester, per nulla simile a quello brasiliano o al clima madrileno: "Manchester è un luogo sensazionale per fare calcio ma anche orribile per vivere per via del suo inverno freddo. Per un giovane brasiliano è difficile...". Lo è stato sia per lui sia per Elano, anch'egli emigrato dall'Inghilterra con l'arrivo di Hughes: "Lui non sapeva come utilizzarci, invece credo che Mancini non abbia mai avuto fiducia in me".

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