L'esperto di mercato Carlo Laudisa fa il punto su un calciomercato che bada tanto al risparmio: "Non ci sono soldi..."

Ilsussidiario.net ha intervistato il giornalista della Gazzetta dello Sport.

2010 FIFA World Cup,Edinson Cavani ,Uruguay (Getty Images)
Passata la sbornia Mondiale, l'attenzione di tutti è ora esclusivamente sul calciomercato. Quello italiano, però, versa in una fase critica, con le squadre che cercano di spendere il meno possibile e di acquisire calciatori attraverso formule di prestito o che permettano un pagamento dilazionato.

Per fare il punto sul calciomercato, Ilsussidiario.net ha intervistato il giornalista della Gazzetta dello Sport Carlo Laudisa.

Le operazioni Pepe-Juventus e Cavani-Napoli fanno pensare ad un calciomercato del "pagherò"?
"Sì certamente, non ci sono soldi, non c'è liquidità nel mercato attuale. Questi affari ci permettono di avere la chiave di lettura di questo calciomercato: da un lato ci sono società che preferiscono acquistare un giocatore dilazionando il pagamento (Juventus e Napoli), dall'altra ci sono squadre con un bilancio in attivo che accettano di concedere questa tipologia di pagamento per avere goderne i benefici nei prossimi anni".

Le società italiane hanno cambiato la linea strategica sul mercato: prima si acquistavano campioni già affermati, adesso si punta a giovani di belle speranze, vedi il Milan con Pato e l'Inter con Coutinho. E' la linea da seguire? "Certamente, anche se parlerei in generale, perchè anche in Europa si segue questa linea. Il Manchester City ha acquistato grandi giocatori ma fondamentalmente tutti giovani, il Chelsea di Abramovich ormai acquista solo calciatori giovani. Anche il Real Madrid ha sposato questa linea di pensiero, Mourinho avrebbe voluto Milito e Maicon, ma Perez non ha voluto i due nerazzurri per una questione anagrafica. Il futuro del calcio italiano deve basarsi sul settore giovanile  anche perchè ci saranno incentivi per le società che lavoreranno con i giovani. Anche il Milan è di questa idea e sta rinforzando il settore giovanile".

Intanto però l'Inter è vicina alla cessione di un giovane talento come Balotelli... "Il caso Balotelli è complicato. L'idea dell'Inter era quella di cedere Maicon, un campione affermato che ha già 29 anni, nove in più di Balotelli. Però il Real Madrid non è più interessato al brasiliano perchè non intende pagare la cifra richiesta da Moratti e visto che nuova la filosofia dei nerazzurro è basata sull'autofinanziamento, bisognerà prima vendere per poi comprare. In questo momento il giocatore con più mercato è Balotelli".

Dalla cessione di Super Mario l'Inter potrebbe racimolare qualcosa come 35/40 milioni di euro da reinvestire sul calciomercato. I nomi caldi per rinforzare la rosa di Benitez sono Mascherano, Kuyt e Giuseppe Rossi. "I nomi sono quelli, anche se la rosa dell'Inter è molto ampia e già lo scorso anno ha fatto vedere di avere rincalzi di prim'ordine".

La Juventus ha incentrato la propria campagna acquisti sul "made in Italy" come dimostrano gli acquisti di Pepe, Bonucci, Storari, Motta. Marotta però cerca il grande colpo, Dzeko o Krasic. Quante possibilità ci sono di vedere uno dei due con la maglia bianconera? "Condivido in pieno la scelta della Juventus di puntare sul mercato italiano, questo è un vantaggio per tutto il calcio nostrano. Per quanto riguarda Dzeko penso sia difficile vederlo in Italia, penso che il colpo sarà Krasic. La Juventus purtroppo deve scegliere tra i due perchè la nuova legge sugli extracomunitari non permette di acquistarne più di uno".

Cosa pensa di questa normativa? "Secondo me non è una scelta giusta, anche perchè gli stranieri non hanno mai tolto il posto agli italiani, hanno solo creato competizione. Da osservatore del mercato penso che i mali del calcio italiano siano altri, in particolare l'imperizia della gestione collettiva del nostro calcio".

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Redazione Ilsussidiario.net


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