Alea iacta est! Palladino torna a Torino e Criscito prende la strada di Milano...

Genoa e Juventus hanno definito le comproprietà dei due talenti campani.

Mimmo Criscito - Genoa (Getty Images)
Negli ultimi giorni Juventus e Genoa hanno chiarito il discorso sulle comproprietà di Raffaele Palladino e Domenico Criscito. Secco e Bettega hanno deciso di puntare solo sul fantasista napoletano e per riportarlo a Torino hanno versato ad Enrico Preziosi un conguaglio economico più la metà del difensore ancora di competenza bianconera. Un’ope­razione valutabile intorno ai 10 milioni di euro: la metà del cartellino di Pal­ladino era stata pagata 5 milioni dal Genoa e cifra analoga era stata spesa per il riscatto della metà di Crisci­to che, evidentemente, non ha mai recuperato con­siderazione nei dirigenti juventini che lo avevano bocciato dopo il flop contro Totti all’Olimpico nel settembre 2007.

La no­vità più clamorosa della trattativa, come sottolinea oggi il quotidiano 'Tuttosport', riguarda la futura destinazione di Mimmo Criscito, uno dei giovani che Marcello Lippi ha promosso a componente fisso del gruppo azzurro. Per lui, infatti, ci sono sta­ti interessamenti da parte dei due club milanesi, con il Milan che si è però ben presto de­filato e con l’Inter che ne ha praticamente defi­nito l’ingaggio. Un arrivo che va nella direzione del ringiovanimento della rosa nerazzurra e che consolida il già fortissimo asse di mercato tra Moratti e Pre­ziosi.

L’arrivo di Criscito è la spia di altri af­fari in corso sull'asse Milano­-Genova: c’è, per esempio, in ballo il riscatto di David Suazo da parte dei rosso­blù ed è evidente che l’ope­razione Criscito possa rap­presentare uno sconto sul cartellino dell’honduregno. Ma l’operazione potrebbe essere anche il preludio a un affare che Preziosi so­gna di coronare da mesi: l’arrivo di Quaresma. Se n’era già parlato a lungo nel mercato estivo e in quello di gennaio, ma il portoghese ha sempre op­posto resistenza. Adesso, visto che il suo spazio in nerazzurro è sempre ridot­tissimo, potrebbe ripensar­ci, anche considerando il fatto che la partenza di Palladino aprirà un buco che il Genoa dovrà forzatamente colmare.

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