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Van Nistelrooy, rifiuto alla Roma
Un tentativo nelle ultime ore col Real Madrid.
L’ultimo tentativo per restituire un po’ di entusiasmo in una piazza depressa è stato fatto per Ruud Van Nilstelrooy, il centravanti olandese del Real Madrid, l’attaccante che la Roma aveva scelto nel 2000 per Capello, prima che si rompesse il ginocchio e che già a gennaio era stato preso nuovamente in considerazione dai dirigenti giallorossi.
La Roma aveva fatto un tentativo a metà giugno, ma Florentino Perez in quel momento non poteva impegnarsi a dare un giocatore in prestito. Alle due di notte di domenica, poche ore dopo la delusione per la sconfitta con la Juventus e la contestazione dei tifosi, Rosella Sensi ha chiamato Ernesto Bronzetti, il consulente di mercato del Milan in Spagna che è anche grande amico della famiglia Sensi.
Bronzetti ieri mattina si è messo al lavoro, ha ottenuto l’ok di Perez, disposto a cedere Van Nistelrooy in prestito gratuito alla Roma e anche a pagare parte dell’ingaggio. Ma il giocatore, contattato intorno a mezzogiorno, ha detto no. Preferisce restare a Madrid, pur sapendo di essere il terzo centravanti e di avere sulla carta pochissimo spazio. Non c’è stato verso di convincerlo, anche se con un giocatore del suo calibro la Roma avrebbe dovuto mandare un dirigente a Madrid da qualche giorno, motivarlo, farlo sentire importante e non ridursi alle ultime ore di mercato.
Fonte: Corriere dello Sport
La Roma aveva fatto un tentativo a metà giugno, ma Florentino Perez in quel momento non poteva impegnarsi a dare un giocatore in prestito. Alle due di notte di domenica, poche ore dopo la delusione per la sconfitta con la Juventus e la contestazione dei tifosi, Rosella Sensi ha chiamato Ernesto Bronzetti, il consulente di mercato del Milan in Spagna che è anche grande amico della famiglia Sensi.
Bronzetti ieri mattina si è messo al lavoro, ha ottenuto l’ok di Perez, disposto a cedere Van Nistelrooy in prestito gratuito alla Roma e anche a pagare parte dell’ingaggio. Ma il giocatore, contattato intorno a mezzogiorno, ha detto no. Preferisce restare a Madrid, pur sapendo di essere il terzo centravanti e di avere sulla carta pochissimo spazio. Non c’è stato verso di convincerlo, anche se con un giocatore del suo calibro la Roma avrebbe dovuto mandare un dirigente a Madrid da qualche giorno, motivarlo, farlo sentire importante e non ridursi alle ultime ore di mercato.
Fonte: Corriere dello Sport
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