advertisement
Nedved: «Io all'Inter? Mourinho mi chiamava, ho rifiutato»
A Praga folla in delirio per il ceco: «Juve? No, gli Usa. Non entrerò nello staff bianconero. Bella ipotesi, ma per ora riposo».
Una folla in delirio, la foto tra i ragazzini in... bianconero. Sembra proprio di vedere Pavel Nedved come allenatore delle giovanili della Vecchia Signora. Ma è un abbaglio. La Furia Ceca, dopo il tiramolla vado- non-vado-all’Inter o torno-non-torno alla Juventus nello staff tecnico, è riapparso ieri a Praga, ospite dell’amico-avvocato Bronislav Serák, proprietario del Radotin, il club zebrato che nell’occasione ha affrontato (perdendo) il Dukla. Tra un autografo e una dichiarazione ufficiale, Pavel ha ribadito qualche no, aggiungendo qualche forse. «In Europa certamente non gioco più. Forse in America. Ma c’è anche una grande possibilità che io non faccia proprio nulla, che lasci del tutto. E adesso penso a riposare, almeno per il mese di agosto».
E l’offerta di Ciro Ferrara? Rifiutata. Almeno adesso. «Non torno alla Juve, non entro nel gruppo di allenatori. Non se n’è fatto nulla, anche se ho preso l’ipotesi in considerazione. Sono amico di tanti giocatori». Il feeling con la società, evidentemente, va rifocillato dopo l’equivoco di fine stagione: si ritira, no aspetta un’offerta di rinnovo. Così, chiuso il match contro la Lazio, Pavel ha salutato fra le lacrime. Poi, dopo il primo periodo di ferie, ecco l’intromissione dell’Inter. «Due anni di contratto. Io e Mourinho siamo stati in contatto quasi quotidiano. Ma io ho deciso di pensarci bene e alla fine non me la sono sentita». Anche per i tifosi che gli chiedevano di non “tradire”.
Resta l’opzione oltreoceano. «Mi vorrebbero ora che il campionato è iniziato, o nel mese di gennaio quando si prepara la nuova stagione. La cosa mi attrae. Ma ho pure i dubbi: non è ragionevole stare fermo per tanti mesi e poi ricominciare». Una Furia, anche con la tuta e le scarpette da ginnastica. Basta guardarlo per notare che con l’agonismo ha un rapporto speciale, privilegiato. «E se mi sento ancora un giocatore, penso all’America». Si dà la fine d’agosto come limite per decidere. Ma conoscendo il tipo, è capace di ricambiare idea mille volte...
Fonte: TuttoSport
E l’offerta di Ciro Ferrara? Rifiutata. Almeno adesso. «Non torno alla Juve, non entro nel gruppo di allenatori. Non se n’è fatto nulla, anche se ho preso l’ipotesi in considerazione. Sono amico di tanti giocatori». Il feeling con la società, evidentemente, va rifocillato dopo l’equivoco di fine stagione: si ritira, no aspetta un’offerta di rinnovo. Così, chiuso il match contro la Lazio, Pavel ha salutato fra le lacrime. Poi, dopo il primo periodo di ferie, ecco l’intromissione dell’Inter. «Due anni di contratto. Io e Mourinho siamo stati in contatto quasi quotidiano. Ma io ho deciso di pensarci bene e alla fine non me la sono sentita». Anche per i tifosi che gli chiedevano di non “tradire”.
Resta l’opzione oltreoceano. «Mi vorrebbero ora che il campionato è iniziato, o nel mese di gennaio quando si prepara la nuova stagione. La cosa mi attrae. Ma ho pure i dubbi: non è ragionevole stare fermo per tanti mesi e poi ricominciare». Una Furia, anche con la tuta e le scarpette da ginnastica. Basta guardarlo per notare che con l’agonismo ha un rapporto speciale, privilegiato. «E se mi sento ancora un giocatore, penso all’America». Si dà la fine d’agosto come limite per decidere. Ma conoscendo il tipo, è capace di ricambiare idea mille volte...
Fonte: TuttoSport
Ti ringraziamo per il tuo commento!
Per favore, inserisci il tuo nome
Per favore, inserisci la tua località
Per favore, inserisci un tuo commento!
15 I Vostri Commenti
Pubblicità
Dentro Goal.com
/* empty because this one does not have controls */?>
Pubblicità
Pubblicità