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Da Taranto la lezione per Silvio: "Io Kakà non l'avrei mai venduto..."
Il nuovo presidente dei pugliesi ha progetti ambiziosi: "Il sogno? Vincere la Champions League in finale contro il Barcellona... Nell'attesa, la serie B".
55 anni e una grande passione, Enzo D'Addario è il nuovo presidente del Taranto, avendo da poco affiancato Blasi al timone della società pugliese di Lega Pro. L'imprenditore del ramo automobilistico si presenta ai suoi nuovi tifosi con programmi ambiziosi.
"Dove voglio portare il Taranto? Lo scopriremo solo vivendo - risponde da grande appassionato battistiano al Corriere dello Sport - Anche se ho già un obiettivo ben preciso: voglio che in Italia si inizi a parlare bene della mia città, cercando di innescare attraverso il calcio un processo di stima e rispetto dei suoi cittadini. Per questo motivo io voglio essere serio e concreto. Il primo passo sarà ridare dignità al nostro stadio. Lo 'Iacovone' è bellissimo, è un grande impianto. Sto cercando di renderlo completamente agibile in vista della prima giornata di campionato".
D'Addario fa capire che è tutto tranne che un freddo gestore di risorse, lui ci mette prima di tutto il cuore: "Non riesco a non farmi condizionare dai sentimenti, anche nel lavoro. Conosco personalmente e ho un ottimo rapporto con ognuno dei miei 400 dipendenti... Quindi non riuscirei certo a vendere, semmai dovesse accadere, un campione come Kakà. Per rispetto soprattutto dei tifosi".
Che intanto si augurano di poter un giorno essere nella condizione del 'tentato' Berlusconi. Cosa che potrebbe ben presto accadere, se il nuovo patron terrà fede alle promesse: "I tifosi sognano? Pur restando con i piedi per terra, anch'io con loro. Che cosa? Di vincere la Champions League in finale contro il Barcellona... Nell'attesa, la serie B, è ovvio. Non mi piace perdere, non sono abituato. Vorrei trasmettere questa mentalità a tutto l'ambiente".
Per poi poter dire no a Florentino...
"Dove voglio portare il Taranto? Lo scopriremo solo vivendo - risponde da grande appassionato battistiano al Corriere dello Sport - Anche se ho già un obiettivo ben preciso: voglio che in Italia si inizi a parlare bene della mia città, cercando di innescare attraverso il calcio un processo di stima e rispetto dei suoi cittadini. Per questo motivo io voglio essere serio e concreto. Il primo passo sarà ridare dignità al nostro stadio. Lo 'Iacovone' è bellissimo, è un grande impianto. Sto cercando di renderlo completamente agibile in vista della prima giornata di campionato".
D'Addario fa capire che è tutto tranne che un freddo gestore di risorse, lui ci mette prima di tutto il cuore: "Non riesco a non farmi condizionare dai sentimenti, anche nel lavoro. Conosco personalmente e ho un ottimo rapporto con ognuno dei miei 400 dipendenti... Quindi non riuscirei certo a vendere, semmai dovesse accadere, un campione come Kakà. Per rispetto soprattutto dei tifosi".
Che intanto si augurano di poter un giorno essere nella condizione del 'tentato' Berlusconi. Cosa che potrebbe ben presto accadere, se il nuovo patron terrà fede alle promesse: "I tifosi sognano? Pur restando con i piedi per terra, anch'io con loro. Che cosa? Di vincere la Champions League in finale contro il Barcellona... Nell'attesa, la serie B, è ovvio. Non mi piace perdere, non sono abituato. Vorrei trasmettere questa mentalità a tutto l'ambiente".
Per poi poter dire no a Florentino...
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