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Andrè Santos: «Juve do Brasil, sarà il massimo. A Torino mi sentirei a casa»
Il laterale sinistro verdeoro: «Vedo analogie con il mio Corinthians, ma in meglio. Sono paulista come Diego e Amauri: ci intenderemmo facilmente».
Juve, felice di piacerti. André Clarindo dos Santos, ventiseienne laterale sinistro paulista del Brasile e del Corinthians, si dice lusingato dell’interessamento bianconero. È raggiante per il trionfo nella Confederations Cup, mostra orgoglioso la medaglia d’oro della Fifa che pende dal suo collo e ha fretta di salire a bordo del charter della Seleção. Ma con grande disponibilità accetta di rilasciare a Tuttosport un’intervista esclusiva respingendo l’ordine di uno degli addetti stampa verdeoro che lo invita a salire al più presto possibile sul pullman della squadra diretto all’aeroporto Oliver Reginald Tambo International.
André Santos, la Juventus si sta muovendo per portarla a Torino... «Che grande notizia! Ho sempre sognato di giocare in Europa, possibilmente in un grande club. E la Juve lo è in ogni senso, una delle più grandi squadre al mondo. Sapevo che si è interessata anche al mio giovane compagno Dentinho».
Che messaggio vuole lanciare ai tifosi della Vecchia Signora? «Beh, ho appena vinto un grande trofeo internazionale col Brasile e conto di rifarlo anche a livello di club. L’appetito vien mangiando, come si dice, e io ho molta fame. La torcida della Juve è famosa nel mondo per essere numerosissima e molto fedele alla squadra. Proprio come la nostra, che non a caso è soprannominata Fiel e che vanta circa 35 milioni di tifosi fra cui il presidente brasiliano Lula. Ci sono molte analogie fra Corinthians e Juventus, oltre ai comuni colori bianconeri. Entrambi i club hanno vinto tanto, hanno un passato glorioso e di recente, per la prima volta nella loro storia, sono state retrocesse in Serie B risalendo immediatamente nella massima serie».
Come si vede a Torino? «Mi sentirei come a casa mia perché lì ci giocano due connazionali quali Diego e Amauri. Sono paulisti come me: Diego di Ribeirão Preto e Amauri di Carapicuíba, parliamo lo stesso dialetto, ci intenderemmo a meraviglia anche in campo. Robinho mi dice sempre che non c’è un giocatore forte come Diego, loro formavano la famosa dupla del Santos».
Fonte: TuttoSport
André Santos, la Juventus si sta muovendo per portarla a Torino... «Che grande notizia! Ho sempre sognato di giocare in Europa, possibilmente in un grande club. E la Juve lo è in ogni senso, una delle più grandi squadre al mondo. Sapevo che si è interessata anche al mio giovane compagno Dentinho».
Che messaggio vuole lanciare ai tifosi della Vecchia Signora? «Beh, ho appena vinto un grande trofeo internazionale col Brasile e conto di rifarlo anche a livello di club. L’appetito vien mangiando, come si dice, e io ho molta fame. La torcida della Juve è famosa nel mondo per essere numerosissima e molto fedele alla squadra. Proprio come la nostra, che non a caso è soprannominata Fiel e che vanta circa 35 milioni di tifosi fra cui il presidente brasiliano Lula. Ci sono molte analogie fra Corinthians e Juventus, oltre ai comuni colori bianconeri. Entrambi i club hanno vinto tanto, hanno un passato glorioso e di recente, per la prima volta nella loro storia, sono state retrocesse in Serie B risalendo immediatamente nella massima serie».
Come si vede a Torino? «Mi sentirei come a casa mia perché lì ci giocano due connazionali quali Diego e Amauri. Sono paulisti come me: Diego di Ribeirão Preto e Amauri di Carapicuíba, parliamo lo stesso dialetto, ci intenderemmo a meraviglia anche in campo. Robinho mi dice sempre che non c’è un giocatore forte come Diego, loro formavano la famosa dupla del Santos».
Fonte: TuttoSport
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