Esposito: «Ferrara, un idolo»

«Ho giocato con lui nel ritiro della Nazionale: bellissimo».

27/giu/2009 10.58.23

La gioia di Esposito per il suo primo goal in Serie A (Grazia Neri)
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La gioia di Esposito per il suo primo goal in Serie A (Grazia Neri)

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Paghi uno e prendi due. Andrea Esposito, esploso nell’ul­timo campionato a Lecce, ri­solverebbe più di un problema a tanti allenatori. Anche a Ci­ro Ferrara. Il 23enne di Gala­tina studia da centrale difensi­vo, ma se la cava bene pure sulle fasce.

Andrea Esposito, intorno al suo nome c’è parecchio mo­vimento. «Questo mi inorgoglisce mol­to. Significa che, al di là della retrocessione, ho disputato un buon campionato. Ringrazio il Lecce che mi ha dato fiducia».

Su di lei hanno messo gli oc­chi anche grandi club. Cosa le risulta? «Roma e Fiorentina si sono mosse con una certa insisten­za. Poi mi hanno detto di un interesse della Juventus».

Se l’interesse bianconero si trasformasse in qualcosa di più concreto? «Come per Roma e Fiorentina parliamo di un grande club: per me sarebbe un sogno, sa­rebbe un’occasione da prende­re al volo».

Quali sono i giocatori a cui si ispira? «Io miei idoli sono sempre sta­ti Paolo Maldini e Ciro Ferra­ra. Due difensori straordinari, unici».

Magari Ferrara se lo ritrova pure come allenatore. «Posso soltanto dire che l’ho conosciuto in Nazionale, nella settimana di stage a Covercia­no prima dell’amichevole con­tro l’Irlanda del Nord. Mi ha fatto un’ottima impressione. Si vede che è già allenatore».

Ferrara le ha detto qualcosa della Juventus? «No, non ne abbiamo mai par­lato. In compenso mi ha dato tanti consigli tecnici e tattici. Una volta, a Coverciano, ab­biamo pure giocato assieme. In una partitella, siccome mancava un difensore, Lippi ci ha messi assieme. Bellissi­mo!».

Alla Juventus gli spazi po­trebbero essere ristrettissi­mi. Rispetto a Roma e Fio­rentina, nel suo ruolo trove­rebbe a Torino ben tre az­zurri come Cannavaro, Chiellini e Legrottaglie. «I nomi parlano da soli. Anche Roma e Fiorentina, però, han­no ottimi difensori. Sarebbe più dura. Però allenarsi e gio­care accanto a campioni è sempre un’occasione per mi­gliorarsi e crescere».

Qual è lo juventino che la in­curiosisce di più da fuori? «Cannavaro: parliamo di uno dei pochi difensori che ha vin­to il Pallone d’Oro. E poi, è ov­vio, Alessandro Del Piero».

Fonte: Tuttosport
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