Chi mente? "Kakà giura che vuole restare!". Nell'ultima intervista infatti...

Domani su Sportweek dichiarazioni che sembrano arrivare da Marte... "Voglio diventare capitano del Milan". Ma nella Seleçao lo punzecchiano: "E' stato più bravo di Ronie...".

Ricardo Kakà - Milan-Palermo - Serie A (Grazia Neri)
Ieri pomeriggio, durante la manifestazione di protesta dei tifosi del Milan davanti alla sede di Via Turati, uno dei leader della Curva Sud di San Siro, Giancarlo Capelli alias il "Barone", si dava un gran daffare nel mostrare a tutti i giornalisti presenti il display del proprio telefonino, che mostrava la fresca chiamata di Kakà dal Brasile: "Me lo ha detto lui stesso al telefono. Abbiamo parlato circa 5 minuti e mi ha detto che si è sentito abbandonato dalla società. Mi ha detto che vuole restare ma il Milan lo ha messo in vendita".

E gli stessi toni di fedeltà ai colori rossoneri si ritrovano in quella che potrebbe essere l'ultima intervista del brasiliano da milanista, in edicola domani su Sportweek, magazine della Gazzetta dello Sport. Sono dichiarazioni evidentemente di qualche giorno fa, che oggi suonano tra il beffardo e il paradossale: "Se dopo il no al City sarei in grado di fare lo stesso con il Real? Il mio contratto parla per me. Ho sempre detto che, finché gli obiettivi miei e del Milan saranno gli stessi, sarà molto difficile pensarmi lontano da qui. Io mi sento molto italiano: sono qui da sei anni, a Milano sono felice e, con me, la mia famiglia. Voglio diventare capitano del Milan, ma non ho detto che voglio farlo domani...".

Tutto sembrano tranne che parole di uno che ha la valigia pronta, anche se dalla Spagna il quotidiano As ne riporta altre non proprio simili rivelate agli amici... "Sono molto felice di andare al Real, manca solo qualche dettaglio. Anche in questo momento penso di aiutare il Milan".

Intanto dal ritiro della Seleçao arriva una punzecchiatura per Kakà, da parte di Rodrigo Paiva, responsabile delle pubbliche relazioni del Brasile: "Io ho vissuto anche il trasferimento di Ronaldo al Real - spiega alla Gazzetta dello Sport - Kakà è stato più bravo del Fenomeno. Il motivo? Ronaldo non voleva lasciare l’Inter. Fu fatto fuori da Cuper. E la società nerazzurra riuscì a convincere tutti i tifosi che era stato Ronaldo a volersene andare. Riuscirono, addirittura, a farlo passare per traditore. Cose da pazzi. Kakà invece è riuscito a far capire al mondo rossonero che non è stata sua la decisione di andare via. Per il Fenomeno il distacco dall’Inter fu traumatico. Kakà è più tranquillo...".

Ma resta il domandone: venduto dal club o in fuga con un libretto di assegni in bocca?
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