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Il club rossonero reputa comunque "ingenerosa" la richiesta e replica con un paradosso: allora in caso di acquisti successivi, dovrebbe chiedere un sovrapprezzo agli abbonati...

I tifosi del Milan protestano per il 'pacco' di una campagna abbonamenti lanciata con i volti di quegli Ibrahimovic e Thiago Silva che poi sarebbero stati ceduti, il Codacons dà loro ragione appoggiandoli nell'ipotesi di una 'class action' contro il club di Via Turati, ma alla fine è lo stesso Diavolo a far cadere l'intero motivo del contendere, dicendosi disposto - tramite le parole di Adriano Galliani - a rimborsare quegli abbonati che volessero indietro i propri soldi.

L'associazione dei consumatori esulta e canta vittoria, rivendicando la bontà delle proprie tesi, ma dal Milan ci tengono a puntualizzare che la mossa del rimborso non è stata fatta assolutamente per evitare 'guai legali' e quindi che non ritengono che il Codacons abbia ragione, anzi - come spiega la 'Gazzetta dello Sport' - l'iniziativa è giudicata "ingenerosa".

Ecco invece le motivazioni reali che hanno spinto il club rossonero a prendere posizione pro-tifosi delusi, nelle parole dell'avvocato Leandro Cantamessa: "La scelta di rimborsare gli abbonati prescinde da qualsiasi valutazione giuridica, è una questione di stile, è una risposta di carattere estetico...".

Del resto, "l'abbonamento a una squadra di calcio - spiega alla 'rosea' l'avvocato Mattia Grassani, esperto di diritto sportivo - è simile a quello per una stagione teatrale. La sostituzione di un tenore non dà diritto al rimborso. Né c'è l'obbligo di far giocare chi è in organico quando si sottoscrivono gli abbonamenti...".

Secondo quell'errato ragionamento, fanno notare da Via Turati, in caso di acquisti di giocatori successivi alla sottoscrizione dell'abbonamento, bisognerebbe chiedere un sovrapprezzo...

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