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Caressa è davvero al top, di lui si occupa Aldo Grasso, il SuperCritico... e sono schiaffi!
Il telecronista di 'Sky' accusato di aver esondato...
Aldo Grasso è un nome temuto da tutti i personaggi del panorama televisivo, il critico numero uno del tubo catodico, la cui rubrica sul 'Corriere della Sera' è appuntamento fisso dei lettori del quotidiano milanese, ma anche degli stessi protagonisti dell'etere.
Stavolta a finrie nel mirino di Grasso è Fabio Caressa, telecronista principe di 'Sky' ed il giudizio non è dei più lusinghieri: "Il secondo tempo di Dinamo-Inter ha visto l’ingresso in campo del dodicesimo giocatore, nelle vesti di Caressa Fabio. Ha urlato con tutto il fiato che aveva in gola, ha via via sostituito l’allenatore nel dettare i cambi, l’arbitro nell’assegnare i falli, i giocatori nel tirare in porta, i tifosi nell’incitare la squadra. Forse troppe parti in commedia per il ruolo di telecronista...".
Grasso allarga il discorso all'intera 'scuola' dell'emittente satellitare: "Siamo stati i primi a tessere l’elogio di Caressa e di una formidabile squadra di 'voci tecniche' (Bergomi, Marchegiani, Di Gennaro su tutti). Ma l’impressione attuale è che a capo della redazione sportiva non ci sia più una persona in grado di indirizzare la crescita dei telecronisti, frenarne la deriva narcisistica. La sera prima Maurizio Compagnoni non ha smesso un solo attimo di gridare ed enfatizzare anche la più scontata azione del Milan. E che dire di Alessandro Bonan che ormai è una recita continua? L’impressione è che il giocattolo rischi di rompersi, che ognuno pensi soltanto a costruire il proprio personaggio (gli incipit paraletterari, i tormentoni, le frasi fatte...) e non si curi più del proprio ruolo e degli aspetti tecnici dell’evento".
Attenzione però ad immaginare il critico deliziato dalla tv di stato... "Ma se poi in Rai ci sono Bartoletti e Zazzeroni, Sky tutta la vita!"
Stavolta a finrie nel mirino di Grasso è Fabio Caressa, telecronista principe di 'Sky' ed il giudizio non è dei più lusinghieri: "Il secondo tempo di Dinamo-Inter ha visto l’ingresso in campo del dodicesimo giocatore, nelle vesti di Caressa Fabio. Ha urlato con tutto il fiato che aveva in gola, ha via via sostituito l’allenatore nel dettare i cambi, l’arbitro nell’assegnare i falli, i giocatori nel tirare in porta, i tifosi nell’incitare la squadra. Forse troppe parti in commedia per il ruolo di telecronista...".
Grasso allarga il discorso all'intera 'scuola' dell'emittente satellitare: "Siamo stati i primi a tessere l’elogio di Caressa e di una formidabile squadra di 'voci tecniche' (Bergomi, Marchegiani, Di Gennaro su tutti). Ma l’impressione attuale è che a capo della redazione sportiva non ci sia più una persona in grado di indirizzare la crescita dei telecronisti, frenarne la deriva narcisistica. La sera prima Maurizio Compagnoni non ha smesso un solo attimo di gridare ed enfatizzare anche la più scontata azione del Milan. E che dire di Alessandro Bonan che ormai è una recita continua? L’impressione è che il giocattolo rischi di rompersi, che ognuno pensi soltanto a costruire il proprio personaggio (gli incipit paraletterari, i tormentoni, le frasi fatte...) e non si curi più del proprio ruolo e degli aspetti tecnici dell’evento".
Attenzione però ad immaginare il critico deliziato dalla tv di stato... "Ma se poi in Rai ci sono Bartoletti e Zazzeroni, Sky tutta la vita!"
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