thumbnail Ciao,

Peter Peters, direttore finanziario del club tedesco, rivela i motivi alla base del divorzio tra il 'Boa' e i rossoneri: "Sarebbe andato via in caso di qualificazione Champions".

I goal della Serie A sul tuo smartphone, all'istante! Scopri GoalFlash

Era il 30 agosto scorso quando Kevin Prince Boateng, tra lo stupore generale, lasciava il Milan per accasarsi allo Schalke 04. Un ritorno a casa per il centrocampista di madre tedesca, che conosce molto bene la Bundesliga per aver vestito in passato le maglie di Hertha Berlino (in cui è cresciuto calcisticamente) e Borussia Dortmund.

In molti si sono chiesti: perchè dare via un giocatore come lui, che pur tra alti e bassi ha dimostrato notevoli potenzialità? Senza contare il suo innegabile contributo alla recente qualificazione in Champions dei rossoneri, vittoriosi nel retour-match dei playoff contro il Psv per 3-0 grazie anche ad una doppietta del ghanese. Ebbene, a rivelare le vere ragioni alla base dell'addio del 'Boa' all'Italia è stato il direttore finanziario dello Schalke04, Peter Peters.

Il dirigente tedesco, parlando ai microfoni della 'Bild', ha spiegato che "Boateng ha voluto andarsene a causa dei troppi episodi di razzismo accadutigli in Italia". Primo fra tutti, come dimenticarlo, l'episodio di Busto Arsizio, quando in occasione dell'amichevole tra Milan e Pro Patria il giocatore, preso di mira dagli ululati di alcuni pseudo-tifosi, decise di abbandonare il campo.

Stando a quanto rivelato da Peters, Boateng, come se non bastasse, poteva contare anche su una precisa promessa fattagli tempo addietro dal patron rossonero Silvio Berlusconi: "Gli promise che lo avrebbe lasciato andare in caso di qualificazione alla Champions League". L'indiretta conferma della circostanza, peraltro, è arrivata nei giorni scorsi proprio dal diretto interessato: "Prima dell'addio ho parlato al telefono con Berlusconi, voleva sentire di nuovo dalla mia voce che me ne sarei andato". E divorzio fu.

Sullo stesso argomento