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La squadra tedesca allenata da Mirko Slomka nelle ultime stagioni è stata protagonista sia in Germania che in Europa di ottime prestazioni. Si attende un'ulteriore consacrazione.



Quando si parla di crescita del calcio tedesco e delle squadre tedesche non si può non parlare dell'Hannover di Mirko Slomka. Dopo aver sfiorato la retrocessione nella stagione 2009-2010, salvandosi solamente all'ultima giornata (parte del campionato è stata influenzata dal suicidio del portiere-capitano Robert Enke), le ultime due stagioni hanno portato alla compagine teutonica solamente soddisfazioni. Nel 2010-2011, insieme al Mainz, sono stati la rivelazione della Bundesliga, concludendola al 4° posto, sfiorando la qualificazione ai preliminari di Champions League.

Nel 2011-2012 è arrivato, oltre al settimo posto in campionato, che ha di nuovo regalato la partecipazione all'Europa League, anche la soddisfazione di raggiungere i quarti di finale della competizione, battuti solamente in due match al cardiopalma dall'Atletico Madrid di Falcao che poi si sarebbe consacrato campione. Ma qual è il segreto del successo della squadra di Slomka? Facile, un undici collaudato formato non da giovani in rampa di lancio, ma da giocatori nel pieno della loro carriera che hanno trovato l'ambiente giusto per potersi consacrare.

I NUMERI DELL'HANNOVER
17 I punti in classifica
11 I punti conquistati in casa (su 21)
6 I punti conquistati in trasferta (su 15)
25 I goal fatti (in 12 partite)
20 I goal subiti (in 12 partite)
Nel 4-3-1-2, che a volte si trasforma in un 4-4-2, altre addirittura in un 4-2-4, spiccano in difesa l'energia del classe 1990 Konstantin Rausch e la solidità dei due centrali, il marocchino Karim Haggui e lo svizzero Mario Eggimann.

C'è però da dire che il reparto, rispetto agli scorsi mesi, appaia in questo momento molto meno imperforabile, come dimostrano le 20 reti subite nelle prime 12 partite di campionato.

A centrocampo l'imprevedibilità e la capacità di bucare le difese avversarie sono assicurate dall'ungherese Szabolcs Huszti e dal classe 1988 Lars Stindl, uno dei 'tedeschi' della squadra.

In avanti spicca la vena realizzativa del norvegese di chiare origini marocchine Mohammed Abdellaoue.

La chiave è però anche la panchina: quando Abdellaoue non è in vena ci pensano Mamè Diouf, il polacco Artur Sobiech o il giovane svizzero classe 1989 Adrian Nikci.

I giocatori appena descritti si sono infatti equamente divisi sino a questo momento il totale delle realizzazioni della squadra in campionato.

A centrocampo avrebbe un posto da titolare in altri undici della Bundesliga Jans Schlaudraff, chiuso proprio dalla presenza di Stindl e Huszti.

Anche quest'anno la squadra, soprattutto in Europa, sta continuando a dare soddisfazioni.

La qualificazione al secondo turno di Europa League è infatti arrivata già con due giornate di anticipo (stesso discorso anche per il Bayer Leverkusen). Non appare un sogno poter ripetere l'approdo ai quarti di finale.

In campionato le cose stanno andando come nelle previsioni, e cioè la squara si trova al sesto posto e sarebbe al momento qualificata alle coppe europee. I tifosi però, si sa, vogliono sempre di più. E non disdegnerebbero affatto che la squadra tentasse per l'ennesima volta, e stavolta riuscisse, a raggiungere una storica qualificazione alla Champions League.

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