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La compagine bavarese sta attraversando un momento di forma incredibile che sembra destinato a durare. A meno che...



Sembra una macchina inarrestabile il Bayern Monaco di Jupp Heynckes. Chiunque entri in campo, si chiami Mandzukic o Pizarro, si trasforma in un cecchino infallibile. Chiunque incontri sulla propria strada, soprattutto in Bundesliga, viene battuto senza troppi problemi. L'undici, o anche il quattordici (parlando dei panchinari di lusso dei quali ci si può fregiare) bavarese avanza inesorabile, sicuro di sè, noncurante delle delusioni (e sono state tante e cocenti) delle ultime stagioni.

A meno di clamorosi capovolgimenti di fronte Neuer e compagni quest'anno non avranno nessun rivale nella corsa al Meisterschale, sfuggito nelle ultime due stagioni a causa della presenza del Borussia Dortmund di Klopp. I gialloneri, che in Champions stanno facendo faville, in campionato stanno rimontando, ma sembra forse già troppo tardi. A rimetterli in corsa potranno essere, come già detto tempo fa, le possibili fatiche europee dei bavaresi.

Speranza che però potrebbe essere anch'essa vana, ed è presto spiegato il perchè. Come sopra specificato a rendere al di sopra delle aspettative e ad assicurare risultati incoraggianti sono stati sino a questo momento non solamente i big, ma coloro che avrebbero dovuto essere considerati dei rincalzi.

In attesa del rientro di Gomez c'è stato Mandzukic a fare goal a più non posso; lo stesso ha fatto, quando è stato impiegato, la vecchia volpe peruviana Pizarro, autore di una tripletta contro il Lille. A centrocampo Javi Martinez e Luis Gustavo rappresentano un'alternativa di grande livello (e non solo) a Schweinsteiger, Kroos e Muller. In difesa Dante, Boateng, Badstuber e Lahm stanno formando un'ottimo quartetto, ma in panchina ci sono Van Buyten e Alaba, che non sono certo due sconosciuti. In particolar modo i tre 'nuovi' hanno palesato la bontà del mercato estivo condotto da Rummenigge e soci.

I TRE 'NUOVI', SUBITO PROTAGONISTI
JAVI MARTINEZ MANDZUKIC DANTE

Se tutto dovesse continuare ad andare liscio in questo modo Heynckes avrà la possibilità di giostrare al meglio le forze ed evitare che nel mese clou, quello di marzo, si possano perdere punti fondamentali in campionato per cercare di raggiungere nuovamente una posizione di primo livello in Europa.

Tutto ciò però potrebbe anche trasformarsi in un pericoloso boomerang per il tecnico tedesco: coloro infatti che rispondono sul campo 'presente' potrebbero manifestare qualche malumore di troppo nel momento in cui gli verrà chiesto di doversi accomodare in panchina.

Allo stesso modo i titolari potrebbero sentirsi tra virgolette depauperati di qualcosa nel momento in cui non verranno schierati con continuità. Accetterebbero di buon grado la panchina giocatori dal carattere fumantino come Gomez, Ribery, Robben, anche in occasione di incontri non di cartello? Non batterebbero ciglio se accantonati i vari Mandzukic, Javi Martinez, dopo aver cominciato al meglio la nuova avventura in Germania?

Spetterà ad Heynckes trovare una soluzione di pacifica convivenza, che già l'anno scorso ad un certo punto si è smarrita, come ha palesato la diatriba tra Robben e Ribery, rientrata solamente all'inizio della nuova stagione. Il teutonico userà il pugno di ferro o cercherà di instaurare un'atmosfera di dialogo? Staremo a vedere, intanto sabato arriverà il Norimberga e l'obiettivo sarà quello di continuare a dominare la Bundesliga.

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