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Il tecnico portoghese è stato fischiato al termine del rocambolesco match vinto contro il Valladolid, inneggiato invece il 'nemico' Casillas. Ora il divorzio sembra definitivo.

Non è mai sbocciato l'amore vero tra Josè Mourinho e l'ambiente del Real Madrid: ora il divorzio tra le due parti sembra essere definitivo. Il pubblico del 'Bernabeu' ha riservato dei sonori fischi al tecnico portoghese al termine del match vinto per 4-3 contro il Valladolid, mentre inneggiava al 'nemico' Iker Casillas.

Non è stata dunque perdonata l'eliminazione dalla Champions Leeague, ma soprattutto scottano alcune dichiarazioni dell'ex ct di Inter e Chelsea, che aveva annunciato di voler andare 'dove lo amano'. Mourinho aveva poi attaccato il portiere spagnolo prima del turno di campionato in conferenza stampa: "Casillas si sente superiore. Non ho avuto problemi con i calciatori ai quali piace essere trattati in modo normale. Invece ne ho con chi si crede superiore agli altri. Se c'è stata una situazione in cui avrei dovuto essere più esigente è stato quando, alla fine della mia prima stagione, avevo chiesto che mi acquistassero Diego Lopez. Non arrivò e io non insistetti abbastanza per averlo, è stato un peccato".

Al termine degli ultimi novanta minuti si è capito chiaramente da che parte sta la tifoseria: Casillas è stato applaudito, come un pò tutti i giocatori in campo, mentre quasi tutto lo stadio ha fischiato con grande veemenza Mourinho. Intanto anche il difensore portoghese Pepe sembra aver voltato le spalle allo 'Special One'.

Il roccioso centrale difensivo ha preso infatti le difese del compagno di squadra, prima e dopo il match in zona mista: "Credo che le dichiarazioni del tecnico non siano state le più adatte. Deve avere un pò più di rispetto, tutti i giocatori vogliono il meglio per il club. Iker è parte di Madrid, è un istituto sia qui che in tutta la Spagna, i giocatori e tutti i tifosi sono con lui".

Pepe ha poi ribadito: "Abbiamo ancora un importante titolo da conquistare, Iker è un giocatore importante per noi. Bisogna rispettarlo, perchè ci ha dato tanto. E' un simbolo ed è il capitano che accoglie i nuovi giocatori e insegna loro le cose".

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