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L'attaccante piemontese ha dichiarato: "Mi trovo benissimo e la dirigenza ha grande fiducia, ora sta a me ripagarli. Futuro? Non mi dispiacerebbe tornare al Toro, anzi..."

"Mi hanno cercato con insistenza, pur sapendo del mio infortunio. Ora sta a me ripagare la fiducia della dirigenza". Parole di Robert Acquadresca, da gennaio nuovo attaccante del Levante, che, all'indomani dell'esordio in Europa League, ha parlato della sua nuova esperienza attraverso le pagine di 'Tuttosport'.

"Ero molto emozionato - prosegue l'attaccante italiano - perché per me si trattava della prima presenza in campo europeo. Sono stati quindici minuti bellissimi. Da subito mi sono trovato molto bene, sia con la squadra, che mi ha accolto alla grande, sia per quanto riguarda la città. In Italia in inverno fa molto freddo, qui a metà febbraio ho la possibilità di pranzare sulla terrazza con vista mare. A 22 gradi non si sta così male..."

Ma cos'è successo ad Acquafresca, uno dei bomber più ricercati dopo le buone stagioni a Cagliari? "Bergamo e Genova sono state due parentesi nerissime, condite da una serie di brutti infortuni. Sono tornato a Cagliari per riscattarmi e sicuramente ho fatto meglio delle stagioni precedenti. Poi, a Bologna, la musica non è cambiata: difficoltà, infortuni e ricadute".

Poi è arrivato il Levante. Ambiente fantastico, squadra che naviga tranquillamente verso la salvezza e ancora in corsa per l'Europa League. A ciò si deve aggiungere, inoltre, la possibilità di giocare in due templi del calcio, prima il 'Bernabeu' e poi il 'Camp Nou': "Non capita a tutti di giocare in stadi così importanti, sarà speciale. Un goal sarebbe un'impresa pazzesca, da raccontare ai nipotini, quando sei vecchio e sei seduto davanti al camino".

"In realtà - continua Acquafresca - io sto aspettando quelle due sfide per un altro motivo. Mi piacerebbe scambiare la maglia con Ronaldo e Messi, sempre che accettino lo scambio con la mia maglia, che è un po' meno pesante".

Il centravanti piemontese ha parlato anche della crisi che sta coinvolgendo il movimento calcistico italiano: "E' palese che vi sia una maggior attenzione per i calciatori stranieri, ma con ciò non voglio sputare nel piatto da cui ho mangiato per anni. Il futuro? Il mio cartellino è a metà tra Genoa e Bologna, io spero di fare bene al Levante, poi si vedrà. Di certo, non mi dispiacerebbe tornare a vestire la maglia del Torino, anzi...."

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