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I colchoneros riducono a 8 i punti di distacco dai blaugrana, alla prima delusione stagionale. Le merengues mostrano i muscoli al Mestalla con le doppiette di Cristiano e Di Marìa

Incredibile ma vero: anche il Barcellona può perdere. Dopo 19 partite in campionato da imbattuta  (con un solo pareggio e tutte vittorie), arriva la prima sconfitta in campionato dei blaugrana sul campo difficile della Real Sociedad, eroica a rimontare dallo 0-2 a 3-2 al 91°. Questa prima caduta permette all’Atlètico Madrid di diminuire a otto (se così si può dire) i punti di svantaggio rispetto alla capolista, ed anche il Real Madrid ne approfitta andando a stravincere la delicata sfida del Mestalla, sfaldando in un tempo solo la squadra di Valverde.

COSA E' SUCCESSO – Prima il vantaggio di due reti, con Messi e Pedro, poi la rimonta partita con i due goal del “Chori” Castro (bellissimo il primo) ed in mezzo l’espulsione di Piqué per doppia ammonizione. A questo punto, seppure con due nitide occasioni finite sui legni, il Barça si accontenta e non riesce a premere più di tanto sull’acceleratore, andando alla fine a subir eil goal nei minuti di recupero da Agirretxe, abile ad entrare in scivolata su un cross proveniente dalla fascia spiazzando Valdés. Il 3-2 premia quindi i bianco-azzurri di San Sebastian che, in tre stagioni dal loro ritorno in Primera, hanno ottenuto due vittorie ed un pareggio contro i blaugrana. Davvero il campo più difficile sul quale i catalani abbiano giocato nelle ultime stagioni.

Lo stop non demoralizza Vilanova e i suoi, ma nel frattempo l’Atlètico di Simeone può ritenersi più che soddisfatto dall’undicesima vittoria casalinga su undici match, firmata da Adrian e da uno strepitoso goal di Koke, il ragazzo della cantera che a centrocampo è sempre più titolare. A recuperare terreno è anche il Real che è stata capace di segnare cinque reti (con una strepitosa interpretazione di Cristiano Ronaldo) nei primi 45 minuti contro il Valencia, che ora rimane ben distaccato dalla zona competitiva per l’Europa. 

Il Màlaga è costretto dal pari dal Celta Vigo e rimane a tre punti di distanza dal Betis, che nel frattempo ha pareggiato con l’Athletic nel posticipo del lunedì sera. In coda, importantissime le vittorie dell’Espanyol (3-2 sul Maiorca) e dell’Osasuna, che va a liberarsi del Deportivo La Coruna scavalcandolo in classifica. Ora ritorna in corsa anche il Granada  che conquistando i tre punti contro l’ottimo Rayo si piazza poco sopra la zona retrocessione.

IL TOP – Il “Chori” Castro è un trequartista che ha giocato con alterne fortune in varie squadre di Spagna. La sua doppietta, di qualità, segnata contro il Barça lo fa diventare eroe di giornata. Dotato di buona tecnica e di idee fuori dal comune, gli è sempre mancata la continuità per diventare un campione.

IL FLOP – Il Siviglia del nuovo corso, guidato da Unai Emery, andava a giocare contro il Getafe. Il goal di Reyes aveva anche portato n vantaggio gli andalusi.  Poi un errore di valutazione di Palop, che ha lasciato entrare un cross “controvento” di Colunga. Davvero un brutto modo per buttare tre punti che sarebbero serviti come il pane.

LA SORPRESA – Come non assegnare questo “titolo” alla Real Sociedad? La vittoria dei baschi contro il Barcellona è una svolta nel campionato, perché ovviamente rappresenta la prima assoluta per i catalani. Non che questo riduca le loro possibilità di vederli in testa a fine stagione, ma quantomeno li certifica come “umani“.

TOH CHI SI RIVEDE – Angel Di Marìa si era lamentato dello scarso utilizzo da parte del suo mister. Poi aveva commentato in maniera sconveniente gli arbitraggi del suo Real. Ora, senza tante polemiche e con voglia di giocare, ha segnato una bella doppietta al Mestalla nello 0-5 che ha steso i pipistrelli. Se l’argentino giocasse sempre così, probabilmente avrebbe meno tempo di discutere.

LA CHICCA - Tre infortuni muscolari nel primo tempo e tre sostituzioni: durante Valladolid-Saragozza si verifica una caso più unico che raro. Prima Ebert (Valladolid), poi Apoño e Loovens (Saragozza) devono abbandonare il terreno di gioco prima della mezz’ora di gara. Sarà forse un record europeo?

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