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Al Camp Nou apre Falcao, poi la reazione blaugrana rovescia tutto: il Barça va a 9 punti di vantaggio. Pari del Real, Mou ammette che per il titolo sarà quasi impossibile

Ancora una vittoria, ancora un’esibizione di gran tecnica e carattere, ancora Barcellona. Nella supersfida del Camp Nou tra la capolista e l’Atlètico Madrid la spuntano ancora i primi, nonostante il vantaggio firmato da Radamel Falcao alla mezz’ora. Poi si scatenano i fuoriclasse blaugrana e l’Altètico ancora una volta esce sconfitto da questo stadio, distaccandosi quasi definitivamente dalla vetta. Nel frattempo, i cugini del Barça fanno un favore ai loro rivali cittadini e bloccano il Real al Bernabeu: con l’Espanyol finisce 2-2, Mou è di nuovo sotto accusa ma è ormai conscio che raggiungere la vetta sarà davvero impossibile, con 13 punti di svantaggio.

COS'E' SUCCESSO – Le premesse erano quelle del grande match dell’anno. Non il derby, o il clàsico come è meglio definirlo, stavolta la partita clou era quella tra il Barça di Vilanova e l’Atlètico di Simeone. Che veniva a far visita ai culé nel suo momento migliore, forte di una classifica importante e con il bomber colombiano in rampa di lancio. E infatti è iniziata così, con i padroni di casa che hanno lasciato più di qualche occasione a Falcao, tanto da lasciarlo segnare con velocità e potenza, nonché classe, portando avanti i colchoneros. Poi è stato un monologo blaugrana: prima il fantastico tiro di Adriano, una perla che ha squarciato le speranze dei rojiblancos, poi il goal sotto porta di Busquets ed infine la doppietta, immancabile, di Leo Messi che arriva a quota 89 e sentenzia la partita che doveva riaprire la Liga. Un recital perfetto per dei campioni quasi inarrivabili, inarrestabili.

Come detto, se non è l’Altètico non sarà nemmeno il Real l’antagonista del Barcellona per il titolo. Il pareggio maturato a soli due minuti dal termine della gara con l’Espanyol ha chiuso definitivamente le porte ad un rientro delle merengues per la lotta alla vittoria finale. Troppo distacco per poter essere ragionevolmente colmato in poco più di un girone.

Tra le altre grandi decadute, troviamo nuovamente il Valencia che ripiomba nell’incubo a causa della sconfitta interna con il Rayo, arrivata ancora per un errore di Tino Costa che stavolta ha causato un rigore inutile. Ne approfitta il Màlaga, vittorioso anche a Siviglia, che si sta imponendo contro tutte le rivali principali e rimane saldamente in quarta posizion, in coabitazione con il Betis. I biancoverdi infatti non finiscono di stupire: vincendo di misura anche a Vigo (goal di Molina) si garantiscono un’altra settimana felice prima del Natale. Da segnalare anche l’ottima vittoria esterna del Levante, a Saragozza, che consente ai “granota” di rimanere agganciati alla zona europea.

IL TOP – Raramente si vede un terzino con quelle qualità offensive e con quelle capacità atletiche unite alle prime. Adriano Correia è il prototipo di fluidificante che ogni squadra vorrebbe avere, bravo tatticamente e sempre pronto a sganciarsi in avanti: quest’anno sta segnando a ripetizione, ma il capolavoro assoluto che crea per il pareggio del match contro l’Atlètico è un qualcosa che rimarrà negli occhi e nei cuori dei tifosi a lungo.

IL FLOP – Il Valencia. Senza dubbio la peggior partenza degli ultimi anni, simile a quella vista dal Villarreal lo scorso anno anche se il paragone non regge per via della maggiore qualità dei valenciani. Pur trovandosi a metà classifica precisa, se il nuovo tecnico Ernesto Valverde non restituirà entusiasmo a questo gruppo il campionato può finire malamente e con ottime probabilità di non giocare nessuna coppa il prossimo anno. Un disastro.

LA SORPRESA – Riprende a vincere fuori casa l’Athletic, in un periodo nerissimo. Dopo la clamorosa eliminazione contro l’Eibar in Copa del Rey,  la squadra di Bielsa si guadagna i tre punti contro il Maiorca di Caparròs che attraversa una crisi profonda. Ma la notizia è cher se i baschi non avessero avuto i goal di Aduriz, a quest’ora sarebbero già abbondantemente in zona retrocessione.

TOH CHI SI RIVEDE – Il “Chori” Dominguez, ex centrocampista del Valencia, ha consumato la sua personale “vendetta” con il più classico dei goal dell’ex. Approfittando delle macerie della sua precedente squadra, l’argentino mette a segno il rigore che regala al Rayo Vallecano tre punti d’oro e che spedisce Soldado e compagni nel profondo buio di una crisi senza sosta.  

LA CHICCA – Un esordio dal primo minuto molto convincente. Due partite in Europa League prima di questa, ma adesso è arrivato l’imprimatur con la maglia basca in campionato: per Aymeric Laporte, 18enne difensore nato ad Agen, Francia (ma in terra basca) si realizza il sogno di giocare con la prima squadra del Bilbao e, contestualmente, di firmare il primo contratto da professionista. Anche Lizarazu giocò nell’Athletic viste le sue origini, ma ebbe fortuna solo lontano dal capoluogo basco: non resta che augurare anche a Laporte una carriera come quella del terzino campione del Mondo e d’Europa

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