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Abidal spera di tornare ancora una volta in campo, ma servirà il placet dei medici per coronare il sogno-bis del campione blaugrana. Intanto lavora a parte in attesa del responso.

Il dramma nel dramma, ma lui mai domo, è la storia infinita di Eric Abidal, , piegato ma non sfasciato dalla sua incredibile vicenda personale. E' caduto in piedi due volte, e ha trovato la forza d'animo di ripartire dallo stesso punto. Un fegato che fa le bizze e la testa che di smettere non vuole proprio saperne.

Il trapianto, il quasi addio al mondo pallonaro, poi la speranza di un ventilato ritorno, finalmente realizzato, con la fascia donatagli da capitan Puyol per alzare la coppa dalle grandi orecchie vinta dal suo Barcellona. Miracolo sportivo, neppure il tempo di godersi pienamente il profumo dell'erba ed ecco un altro stop. Nuova operazione al fegato, tumore non ancora debellato.

Un coro unanime, Abidal non potrà più tornare a svolgere attività agonista, era questo il triste responso dei medici. Il francese non si è mai fermato, non ha mai smesso di lottare, riuscendo persino a convivere con lo stesso, nel tentativo di debellarlo definitivamente. Ora si apre un nuovo spiraglio, Eric potrebbe tornare, lui vorrebbe fortemente tornare, ma servirà il benestare dei medici.

"Non è normale quello che ho vissuto, cerco di lottare per tornare a giocare, se posso, altrimenti non succede nulla, starò con la mia famiglia", l'ammissione di Abidal, ieri sera premiato col Prix Pyrenees dalla camera di commercio francese di Barcellona. C'è spazio anche ad un pensiero al futuro, si spera non prossimo: "Mi piacerebbe lavorare con i giovani e aiutarli ad arrivare il più in alto possibile".

Abidal ci spera, ha già vinto una volta nella vita, potrebbe bissare e gridare al mondo di aver vinto la battaglia più bella.

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