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Nei minuti finali arriva la vittoria blaugrana, mentre il Real travolge il Depor ma escono fuori altri malumori. Atlètico Madrid corsaro e secondo.

La rimonta incredibile della capolista, la cinquina del Bernabeu e tanti altri goal segnati nella sesta giornata della Liga. Il Barça rischiava grosso a Siviglia, contro una squadra valida e pericolosa: da 2-0 per gli andalusi a 3-2 con due reti all’89° e 92°. Il Real Madrid si sbarazza del Depor con cinque goal ma deve far fronte ad un’altra polemica interna, con Ramos e il tecnico Mou protagonisti. Il Màlaga fa a pezzetti il Betis, mentre l’Atlètico vince in casa dell’Espanyol e si piazza appena dietro i blaugrana.

COS'E' SUCCESSO – Poteva essere una giornata nella quale il Real ambiva a rimontare qualche punto al Barça visto che il Ramòn Sànchez Pizjuàn, stadio del Siviglia, è stato già teatro di una delle sconfitte madridiste e poteva rappresentare un difficile banco di prova per i culé. Alla fine non è stato così e Vilanova è riuscito ad uscirne vittorioso, seppure con qualche recriminazione e con tanti patemi fino all’ultimo minuto risolti da David Villa che con un bel diagonale ha regalato tre punti importantissimi per la classifica.

Il Real ha comunque fatto il suo, con un Di Marìa in gran forma e Cristiano Ronaldo che con due rigori fa di nuovo tris. Özil, sostituito alla fine del primo tempo, riceve l’inaspettata solidarietà del compagno Sergio Ramos che si mette la sua maglia (!) sotto la “4” che porta abitualmente. I giornali spagnoli sostengono che lo ha fatto in segno di protesta contro il mister, sicuramente ci sarà qualche ulteriore sviluppo.

Il Màlaga in casa è un rullo compressore e approfitta subito dell’espulsione del portiere del Betis Casto, infilando con quattro reti la squadra di Pepe Mel. Ora è al terzo posto con una buona continuità nel gioco e nei risultati. L’Atlètico Madrid vince al Cornellà El Prat superando il primo “esame” senza Falcao.

Il derby basco tra la Real Sociedad e l’Athletic finisce in favore dei biancoblu di Montanier, che con i goal di Griezmann e Vela conquista la supremazia sul campo in uno degli scontri più accesi della Liga. Incredibile goleada del Valladolid al Rayo Vallecano (6-1), la neopromossa viaggia già a ritmi da Europa. Si rialza bene anche il Getafe, che nella sfida del lunedì al Maiorca conquista tre punti contro gli isolani che finora erano andati ben oltre le aspettative.                 

IL TOP – David Villa. I pochi minuti che gli sono stati concessi finora li ha sempre sfruttati al massimo, anche soffrendo come non ha esitato ad esternare. Lui si sente pronto, l‘infortunio è alle spalle, ma anche se non è sempre titolarissimo alla fine è il vero bomber che ti risolve le partite. Il suo sinistro al 92° contro il Siviglia è una freccia in più nell’arco di Vilanova.

IL FLOP – Il triste primato dell’Espanyol, cinque sconfitte ed un pari, sta mettendo a dura prova la fiducia concessa a Pochettino. Soli all’ultimo posto, la situazione sta peggiorando anche perché il tecnico argentino nell’ultimo match ha cambiato all’improvviso modulo e uomini, ma la musica non è cambiata. Ma se non si corre, il risultato è sempre deludente.

LA SORPRESA – Il Valladolid di Djukic è la vera novità delle ultime settimane: attacco prepotente con tagli veloci, Oscar e Manucho tra i protagonisti con una doppietta ciascuno nei sei goal (!) rifilati al Rayo. Stare alle spalle del Real e delle grandi fa davvero effetto per una neopromossa come loro.

TOH CHI SI RIVEDE – Si è svegliato l’Osasuna: finalmente, dopo un avvio particolarmente tribolato, i “rojillos” trovano la partita perfetta e rifilano quattro goal al Levante, peraltro con tutti marcatori diversi. Prima vittoria e primi punti per respirare, questo aiuterà José Luis Mendilibar a ritrovare la compattezza della scorsa stagione.

LA CHICCA – Angel Di Marìa spostato a sinistra è una novità assoluta che Mourinho sta provando. I risultati sono subito sotto gli occhi di tutti: l’argentino è stato decisivo contro il Depor, si è inserito sempre pericolosamente in area e ha anche trovato il goal. Cosa che gli riesce meno quando è a destra perché rientra sempre verso il centro per tirare a giro, ma gli avversari lo sanno e lui non è sempre precisissimo. Per questo, la mossa di metterlo sulla fascia del suo piede sembra una bella soluzione per trovare maggiore profondità.

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