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Prima vittoria delle merengues ma scoppia il caso del portoghese. Blaugrana avanti con il terzino brasiliano, Valencia ko. E spunta una polemica su Falcao.

Un campione triste e un altro in rampa di lancio verso i più grandi club europei. Le storie si intrecciano tra i protagonisti dell’ultima settimana calcistica spagnola, tra Supercoppa Europea e campionato. Cristiano Ronaldo porta il Real a vincere la prima partita di Liga con una doppietta, ma la star portoghese “denuncia” uno stato di malessere che vive all’interno del club. L’altra squadra della capitale, invece, ha il bomber del momento che ha messo in subbuglio i colchoneros: il padre di Falcao rivela che “fin da bambino ha sempre voluto giocare nel Real”. Ed è caos.

COSA E' SUCCESSO – Il Barcellona mantiene il temporaneo primato ed è l’unica a punteggio pieno finora. La vittoria di misura con il Valencia, rara visto l’andamento spettacolare negli ultimi anni di questa sfida, ha permesso a Vilanova (squalificato, in panchina il suo vice Roura) di rimaner ea più cinque sul Real. Le merengues ritrovano la vittoria ma non il sorriso, a causa delle esternazioni del suo fuoriclasse Ronaldo che dice di non sentirsi amato abbastanza e per questo non esulta più ai goal segnati. Immediatamente si è mobilitata la macchina della “solidarietà” (fa ridere, per non piangere, pensando alla più che privilegiata condizione del giocatore) tra i madridisti con in testa Mourinho, che gli ha fatto capire come sia importante in una squadra pur stellare, ma che grazie a lui ha potuto contendere e rubare lo scettro di imbattibile al Barça delle ultime stagioni.

Sull’altra sponda del Manzanarre si festeggia la conquista della Supercoppa ai danni del Chelsea con il roboante 4-1 di Montecarlo firmato Radamel Falcao, forse la punta più in forma e decisiva d’Europa. Però una dichiarazione del padre di Falcao, Radamel Enrique García, fa scoppiare la polemica intestina: sostiene che il figlio abbia sempre preferito il Real, ma l’attaccante si è già affrettato a smentire e ha confermato a “Marca” che il suo unico obiettivo “è vincere titoli con l’Atlètico e qualificarsi con la Colombia ai Mondiali”. Tutto rientrato, anche se le sirene inglesi di Chelsea e Man City di fanno già sentire…

IL TOP – Adriano non è uno di quei giocatori da vetrina. Eppure il brasiliano, che può giocare indifferentemente a destra come a sinistra, è stato decisivo nella partita con il Valencia del Camp Nou risolta proprio da un suo fantastico tiro a giro dalla trequarti che si è insaccato all’incrocio. Giocava al posto di Jordi Alba, meglio non poteva fare.

IL FLOP – L’Espanyol arranca ancora a zero punti. La vittoria sembrava già degli uomini di Pochettino quando al primo tempo erano sullo 0-2, ma nella ripresa il Levante ha rimontato ed addirittura in 10 è riuscita a vincere al 93’ su autogoal. Sarà sfortuna, ma stare in fondo senza nemmeno lo straccio di un pareggio in tre partite è un segnale preoccupante per i catalani.

LA SORPRESA -  Samuele Longo, proveniente dall’Inter e precisamente dalla Primavera, è la punta che sia Stramaccioni che Moratti vorrebbero vedere nei nerazzurri del futuro. All’esordio in Liga segna un goal bellissimo ma senza fortuna, visto che l’Espanyol è uscito sconfitto. Ma se il buongiorno si vede dal mattino...
Toh chi si rivede – L’Athletic riprende a marciare e a scrollarsi di dosso i problemi del mercato estivo. La prima vittoria è contro il Valladolid, forse non esaltante ma condita da un gran goal di Susaeta che ha scaldato i tifosi baschi che ne hanno viste troppe da maggio in poi. Chissà che questo non sblocchi la squadra di Bielsa.

LA CHICCA – Uno stadio intero che acclama, il pubblico in piedi, compagni e dirigenza ad applaudire: il riconoscimento ad Iniesta premiato dall’Uefa come miglior giocatore europeo della passata stagione, è stato emozionante. Assume ancor più valore perché è finito davanti a Messi e CR7, ma stavolta i riflettori sono per uno dei più grandi centrocampisti di sempre. Ovazione meritata.

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