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L'ex tecnico dell'Inter spara a zero sulla proprietà americana del Liverpool e rivela: "Per loro i Reds sono solo un business. Avevo chiesto Jovetic, ed invece..."

Rafael Benitez, sotto l'aria paciosa da curato di campagna, è tipo che non le manda certo a dire. Lo sa bene Moratti, su cui si scagliò l'ira del tecnico spagnolo all'indomani dell'esonero successivo al trionfo al Mondiale per Club 2010, e lo hanno scoperto adesso anche i proprietari americani del Liverpool, altro ex club allenato da Benitez.

Il tecnico iberico ha affidato al suo nuovo libro alcune confessioni esclusive sull'ultimo periodo vissuto all'ombra della Kop, rivelando: "Lavorare sul mercato estivo era quasi impossibile. Sapevamo che avevamo bisogno di un giocatore che supportasse Fernando Torres in attacco, e avevamo trovato il denaro per prenderlo. Il giocatore individuato era Stevan Jovetic della Fiorentina".

Quindi Benitez continua: "Con i fondi a disposizione saremmo poi riusciti a prendere un altro difensore centrale che completasse il reparto assieme a Carragher, Skrtel e Agger. Qui i nomi erano quelli di Sylvain Distin e Matthew Upson. Con uno di questi due più Jovetic il Liverpool avrebbe potuto sfidare il Manchester United per la lotta al titolo".

Infine ecco la stoccata del tecnico nei confronti di Tom Hicks e George Gillett, proprietari del club inglese: "Il Liverpool non è una squadra di calcio, ma un business. I soldi che volevamo usare sono, infatti, finiti e il Liverpool ha vissuto una stagione molto dura. Al mio sesto anno alla guida del club mi ero trasformato in un direttore di banca. Le scelte della società erano fatte per placare le banche e non per i tifosi. Questa era la situazione".

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