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L'ex arbitro, che tutti ricordiamo per Corea del Sud-Italia del 2002, è tornato in patria in qualità di deportato dagli Stati Uniti. Smaltita condanna la per droga, adesso...

Era il 18 giugno 2002, quando l'arbitro (una parola grossa) Byron Moreno decise di estromettere l'Italia dai Mondiali in favore dei padroni di casa della Corea del Sud. Da lì in poi fu un excursus di episodi assurdi che lo tirarono fuori dai campi di calcio per portarlo dritto dritto in carcere.

Ma andiamo con ordine. Dopo lo scempio in terra coreana il 'buon' Moreno continuo ad arbitrare fino a quando non concesse 13 minuti di recupero durante una partita della Serie A ecuadoregna tra Quito e Barcellona: al 90' era 2-3 per gli ospiti, finì 4-3 per i padroni di casa. La Federcalcio dell'Ecuador prese quindi la saggia decisione di sospenderlo e porre fine alla sua carriera, chiusa ufficialmente il 6 settembre 2002.

 Ma due anni or sono per Moreno è arrivata una squalifica ancora più pesante. Fu trovato all'aereoporto di New York con 6 chili di eroina nascosti in dei sacchetti di plastica avvolti intorno ad un corpo in 'piena forma'. Venne condannato a due anni e mezzo, ma si è visto ridurre la pena per buona condotta.

Proprio ieri - come riporta il 'Corriere della Sera' - è stato rilasciato e rimpatriato in Ecuador con 56 connazionali in qualità di deportato dagli Stati Uniti. La polizia ha evitato che venisse contattato dai giornalisti, anche perchè per lui i guai non sono ancora finiti. Se Moreno adesso è libero per quanto riguarda le accuse di narcotraffico, non si può dire lo stesso per quelle mosse nei suoi confronti dal fisco di Quito.

La polizia di Stato, infatti, ha stimato che il valore della merce che l'ex arbitro cercò di contrabbandare all'aeroporto di New York oscillasse tra i 60 mila e gli 80 mila dollari al chilo (45 mila-60 mila euro). Sarà l'ennesimo rosso diretto per il 'nostro' Moreno?

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