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Le due grandi rivali del calcio sudamericano si incroceranno per due volte nell'arco di poche settimane. Un'occasione per scoprire i nuovi talenti.

Non chiamatela amichevole. Perché quando Argentina e Brasile si trovano l’una di fronte all’altra, scende in campo l’onore prima di tutto. La rabbia e la cattiveria agonistica, il sudore e la voglia, anzi il dovere di combattere fino all’ultimo secondo per strappare all’avversario quel maledetto pallone.

Sono due gli scontri diretti. Due faccia a faccia diversi dal solito. Prima in Brasile, a Goiana il 19 settembre, poi due settimane dopo (il 3 ottobre) in Argentina, a Resistencia. Un doppio grande classico atipico. A casa i campioni, da Messi e Aguero, da Thiago Silva a Hulk.

Menezes e Sabella hanno accettato di affrontarsi solo con giocatori in forze nei rispettivi campionati. Troppi gli impegni europei per costringere i fenomeni all’ennesimo tour de force. Quindi, spazio ai giovani.

QUI BRASILE - Per Menezes il compito è agevolato dalla recente Olimpiade, dove i brasiliani di razza hanno mostrato le loro doti e giocato molto tempo insieme, raggiungendo la finale e perdendo solo contro il sorprendente Messico. Ed ecco tra i tanti nomi noti di Neymar, Lucas, Paulinho e Damiao spuntare qualche nuovo talento ai più poco conosciuto.

Tra i pali ecco Cassio Ramos, portiere del Corinthians di 25 anni che dopo svariate presenze in under 20 e dopo qualche convocazione di Dunga senza mai scorgere l'erba, è finalmente pronto a esordire con la Seleção. Ad aiutarlo e a proteggerlo ci sarà il classe ’88 Anderson Vital da Silva, conosciuto da tutti come Dedè. Stopper straordinario ed eccellente colpitore di testa (lo dimostrano i sei gol realizzati nella scorsa stagione) il ragazzo è già paragonato ai più grandi: Dedèckembauer, come viene soprannominato, è noto a tutti come il nuovo Thiago Silva.

Se, invece, vi state domandando perché nella lista dei ventuno convocati non vi sia Ronaldinho, rinato all’Atletico Mineiro dopo le difficoltà degli ultimi anni, la “colpa” è di un ragazzo nato dodici anni dopo il Gaucho. Una persecuzione per Dinho, che, anche nel Galo, deve condividere, anzi giocarsi il posto con questo fuoriclasse. Bernard nasce nel settembre del '92, e se il Mineiro sta volando lo deve anche alle sue reti, sei in ventidue partite.

L’attacco verdeoro è stellare: oltre a Neymar, Leandro Damiao e Luis Fabiano, convocato per la prima volta a distanza di due anni dall'ultima fatica, spunta un piccolo ventenne con un sogno nel cassetto: portare il Tricolor Carioca sul tetto del Brasile. E ce la sta facendo, Wellington Nem, con i suoi gol da rapace d’area e con le sue giocate. L'Atletico Fluminense, infatti, è al comando del Brasilerao.

I CONVOCATI DI MANO MENEZES
PORTIERI DIFENSORI CENTROCAMPISTI ATTACCANTI
Cassio
Jefferson
Carlinhos
Marcos Rocha
Fabio Santos
Lucas Marques
Dedé
Rodolfo
Réver
Arouca
Bernard
Fernando
Jadson
Lucas
Paulinho
Ralf
Thiago Neves 
 Leandro Damiao
Luis Fabiano
Neymar
Welington Nem

QUI ARGENTINA - La nazionale albiceleste - oggi pilotata da Alejandro Sabella - non ha mai goduto di eccelsi portieri: il titolare contro il Paraguay infatti era Romero, estremo difensore della Sampdoria. Dei tre convocati il nome da sottolineare è quello del ‘91 Esteban Andrada, pilastro granata del Lanus.

E poi c'è Peruzzi. Nessuna parentela con l'ex portiere di Juventus e Lazio. Questo è Gino Peruzzi, uno dei terzini destri più promettenti. Vent’anni ma una personalità da leoni: nell’ultima Coppa Libertadores, il difensore in forza al Velez Sarsfield ha marcato e annullato Neymar, riuscendo a costruire un muro che il Santos è riuscito ad abbattere solo ai calci di rigore.

Peruzzi è affiancato da un gigante, 191 centimetri per 83 chilogrammi. Si chiama Santiago Vergini. Questo 24enne stopper di belle speranze in Italia ha vissuto e giocato, a Verona, sponda Hellas. Gli anni bui dei mastini gialloblù hanno poi convinto il ragazzo al ritorno in Argentina, nei Newell’s Old Boys.

Qualche giorno fa nella Primera Divisione è andato in scena un grande spettacolo fra San Lorenzo e Colon. La partita è finita 2-1 a favore dei padroni di casa ma il tecnico Sabella avrà apprezzato senza dubbio il bel calcio di entrambe le squadre. Dal match ecco sbucare da una parte Julio Alberto Buffarini, marcatore decisivo per la vittoria finale del Ciclon, capello biondo e corsa stile Lucas Castroman.

Dall’altra, invece, Lucas Mugni. Il classico trequartista con il numero dieci sulle spalle, di quelli che adesso se ne vedono sempre meno. Ventiquattro anni per il primo, appena venti per il secondo: prima convocazione in Nazionale per entrambi e la chiave del centrocampo argentino è già loro.

Ultimo, ma non per importanza, l’attaccante Rogelio Gabriel Funes Mori. Nasce a Mendoza nel 1991 e nel suo destino ci sono due colori: il bianco e il rosso. Lui gioca titolare nel River, un'istituzione da quelle parti. E con i suoi sta facendo di nuovo sognare i Millonarios.

I CONVOCATI DI ALEJANDRO SABELLA
PORTIERI DIFENSORI CENTROCAMPISTI ATTACCANTI
 Oscar Ustari
Marcelo Barovero
Esteban Andrada 
 Gino Peruzzi
Maxi Caire
Lisandro Lopez
Seba Dominguez
Leandro Desabato
Santiago Vergini
German Rè 
Clemente
 Lionel Vangioni
Rodrigo Brana
Leandro Somoza
Leo Ponzio
Sanchez Mino
Maxi Rodriguez
Julio Buffarini
Ricardo Centurion
Cristian Chavez
Lucas Mugni
Funes Mori
Lucas Viatri

Mancano i campioni più noti, ma non le motivazioni e il senso d’appartenenza. Brasile-Argentina, Argentina-Brasile: che lo spettacolo abbia inizio.

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