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Il tecnico del Verona dovrà dichiarare nelle interviste di credere nel rispetto dei valori sportivi. Questa la 'sanzione' decisa per lui dalla Disciplinare del Settore Tecnico.

Una sentenza unica. E' quella che la Disciplinare del Settore tecnico ha emanato ieri per Andrea Mandorlini, discusso tecnico del Verona, spesso protagonista delle cronache sportive per i suoi comportamenti sopra le righe. Il 52enne di Ravenna ha patteggiato una squalifica fino al 31 gennaio (salterà 4 partite di campionato) e dovrà pagare un'ammenda di 20mila euro.

Fin qui nulla di strano. Il fatto è che Mandorlini dovrà anche, come si legge nel dispositivo, "affermare con convinzione, fermezza e serietà in tutte le interviste televisive su reti nazionali pre e post gara o comunque con altri mezzi idonei, di credere fermamente nel rispetto dei valori sportivi e della funzione di unificazione sociale del calcio; ciò per almeno sette gare effettive di campionato una volta scontata la squalifica suddetta".

"Ma io sono disposto a farlo fino al termine della stagione", ha dichiarato Mandorlini - come riportato dalla 'Gazzetta' - al termine dell'udienza, tenutasi a Coverciano. A fine ottobre era scattato per lui il deferimento, dopo quelle parole sui tifosi del Livorno, definiti come 'nemici'. La gara in questione si segnalò per alcuni vergognosi episodi, dai cori anti-Morosini da parte degli ultras veronesi alle foibe invocate da quelli toscani, fino ad un gesto di sfida dello stesso allenatore a fine gara, percepito come offensivo dal pubblico di casa.

"Farò quello che la Disciplinare ha detto, lo farò con le parole ma anche esibendo una sciarpa, una spilla o una maglia, qualcosa che possa ribadire quei concetti", ha aggiunto sempre Mandorlini. Ora il Verona sarà guidato in panchina da Roberto Bordin, che aveva già sostituito il 'titolare' sabato scorso a Vercelli.

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