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L'attaccante nigeriano spiega i motivi del rancore di parte del pubblico varesino: "Non è un discorso di razzismo, quello è solo un appiglio... c'entra il Torino".

Ha fatto molto discutere la 'strana vicenda' dei tifosi del Varese che in trasferta a Modena hanno voltato le spalle al campo nel momento in cui Giulio Ebagua - da loro ferocemente contestato - è andato sul dischetto del rigore per calciare, e mettere a segno, il penalty poi decisivo per il successo dei lombardi.

"Che effetto mi ha fatto? Non me ne sono neanche accorto - spiega il 26enne a 'Repubblica' - mi è stato riferito dopo, però va bene così. Sono contento di aver risposto sul campo. Io avevo sentito solo i soliti cori, però in quel frangente non mi sembrava carino, poteva essere il goal dell'1-0. Ma è andata, ho fatto goal lo stesso e questo è l'importante...".

Ebagua spiega poi i motivi della contestazione nei suioi confronti: "Storia lunga. Quando sono arrivato a Varese ho manifestato la voglia di giocare in un club più ambizioso. A loro questa cosa non è andata giù. Non sono falso e non dichiaro amore se non lo provo. Ringrazio il Varese per avermi dato la possibilità di giocare ad alti livelli, però per me non è amore. Ho sempre dato tutto, ma il Torino è il Torino. Quella maglia mi fa battere il cuore. E loro ce l'hanno con me per questo".

"Il razzismo allora non c'entra? Loro sono di estrema destra, però non è un discorso di razzismo, è un appiglio che usano, non sanno come insultarmi e si attaccano a questo. Poi c'è qualcuno che si nasconde dietro un dito, gente che non sa cosa sia il razzismo. Sono ignoranti... A Varese i tifosi sono 3/4.000 e c'è una piccola minoranza di 30, 40 che pensa di comandare. Con me però ha sbattuto contro un muro - spiega Ebagua - Ma ora sono contento di aver risolto con la società e a breve firmerò il rinnovo".

"Qui sto benissimo - conclude il giocatore - Per fare calcio Varese è uno dei posti dove sono stato meglio, è una piccola famiglia, non posso dire niente. Anche la città è carina, l'unico appunto è che fa un freddo cane. La gente mi ferma, mi chiede gli autografi. Situazione insanabile? Non penso siano abbastanza intelligenti da risolverla. Anche solo per orgoglio non faranno mai vedere di essere stati sconfitti da Ebagua. Ma in fondo, in fondo, se sono veri tifosi, credo che siano contenti quando segno...".

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