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Il patron del Grosseto è molto soddisfatto dell'accoglimento del ricorso presentato in sede d'appello avverso la sentenza di primo grado del processo sul calcioscommesse.

E' la fine di un incubo per il presidente del Grosseto, Piero Camilli, che in sede d'appello ha visto accolto il proprio ricorso contro la sentenza di primo grado del processo sul calcioscommesse. Pertanto, il Grossetto potrà disputare regolarmente il campionato di Serie B, da cui era stato escluso dopo la sentenza di primo grado, e il patron Camilli ha visto ritirata la sua squalifica.

"Sono felice - ha detto il patron del club toscano ai microfoni di Sky Sport24 - perchè praticamente mi hanno tolto un marchio d'infamia che non meritavo, né io né la società che rappresento. Ho avuto tante dimostrazioni d'affetto, telegrammi, fax, telefonate, messaggi...".

"Ora, però, parla l'uomo, non il presidente di una squadra di calcio - ha detto ancora Camilli - Io sono un uomo pubblico, sono sindaco, presidente del consiglio provinciale... sono una persona perbene, lo dicono tutti, ma aver passato due mesi così è qualcosa che non si cancella. Io non dovevo essere là dentro, assolutamente. Contro di me non c'era nessuna prova riscontrabile, solamente 'non potevo non sapere'. Una cosa che non sopporto".

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