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Al Bari responsabilità aggettiva. Poi c’è la schiera di indagati per illecito e omessa denuncia. I biancorossi fanno appello allo spirito di gruppo e vorrebbero patteggiare.

Combine, è questa la realtà a Bari in questi ultimi anni. E ora grazie alle rivelazioni di Andrea Masiello e Vittorio Micolucci tutto il marcio sta uscendo fuori. In mare è pieno di detriti e il rischio è che qualche relitto si inabissi.

Oggi a Roma si gioca la partita più importante per il Bari. I giudici della Commissione Disciplinare decideranno se accettare o meno il patteggiamento del club che sarebbe disposto ad accettare fino ad un massimo di 6 punti di penalizzazione più un’ammenda.

Il Bari, attraverso il direttore generale, vorrebbe uscire a testa alta. Durante questi mesi la società ha dimostrato di saper sopportare con fatica e remissione il fango che via via gli calava addosso. “Contiamo su un epilogo onorevole – ha detto il d.g. Claudio Garzelliconsiderando che il Bari è stato danneggiato, è parte lesa. Ma non abbiamo mai alzato la voce né schiamazzato, né contestato la responsabilità oggettiva: ce ne ha dato atto anche la Procura Federale”.

Nel mirino della giustizia sono sei le partite combinate: quella con l’Udinese nel 2009-2012 e poi contro il Cesena, la Samp, il Palermo, il Lecce e il Bologna. Nel vortice delle combine c’è una marea di gente: Nicola Belmonte, Simone Bentivoglio, Leonardo Bonucci, Andrea Masiello, Daniele Padelli, Salvatore Masiello, Alessandro Parisi, Marco Rossi a cui viene contestato l’illecito sportivo. All’appello mancano il d.s. Angelozzi e l’ex tecnico Mutti indagati per omessa denuncia.

Tutta una squadra che, ora, nel momento della difficoltà deve stringere i ranghi e affrontare la sorte tutti uniti. O almeno questo è il desiderio di Garzelli: “Vero è che siamo anche il connettore di responsabilità altrui. Rispondiamo anche degli addebiti agli ex biancorossi implicati. Tutto sarebbe più facile se anche i nostri ex tesserati patteggiassero. Prevarrebbe lo spirito di collaborazione”.

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