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La Puglia è sull’orlo del precipizio calcistico. Bari è una bomba ad orologeria. Il Lecce è ad un passo dalla retrocessione. I giallorossi rischiano la retrocessione in Lega Pro.

Responsabilità diretta per Semeraro, ex presidente del Lecce, in poche parole: retrocessione in Lega Pro e forse tre punti di penalizzazione. Stessa sorte del Grosseto. Ma Tesoro, nuovo patron dei giallorossi, non ci sta.

L’asse Tarvisio-Roma è caldo. Bollente. Rovente. Oggi ci si gioca tutto. Ci si gioca la speranza di restare in B, ed è per la B che il presidente ha allestito la squadra: “Riteniamo di aver costruito una squadra d’alta classifica – dice Savino Tesoro – per il campionato cadetto. È quello il campionato che ci compete, sono arrivati ragazzi di qualità e confido molto in Lerda”.

Savino confida nei suoi ragazzi e nella buona sorte. In questi ultimi giorni la Procura si è dimostrata eccezionalmente ferrea, inamovibile, tedesca. Tutti aggettivi buoni quando si tratta di punire i colpevoli. Quali colpevoli? Nell’ondata di estrema moda giustizialista il rischio è di andare al di là della severità e sconfinare nella logica della giustizia sommaria ed esemplare. Non si negano le responsabilità, ma si impone cautela.

Il Lecce si affida al suo pool di avvocati, alla memoria difensiva di cinquanta pagine depositata dai legali di Pierandrea Semeraro. La linea che seguirà il club è quella di rigettare la responsabilità diretta e premere per una responsabilità presunta. Significa guadagnare tempo e, per ora, restare nel campionato cadetto.

I tifosi pregano. Savino ha fede: “Mi aspetto al massimo qualche punto di penalizzazione. Il mio ottimismo si basa su dati concreti. Il Lecce è stato deferito solo per illazioni, sono convinto che con questi presupposti non si possa assolutamente arrivare ad una retrocessione a tavolino”.

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