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Semeraro conferma di essere ancora intenzionato a cedere il club. Al centro del fallimento delle trattative c'è l'eventuale penalizzazione dopo le sentenze di Scommessopoli.

Nuovi guai in casa Lecce. Dopo la retrocessione in Serie B e la bufera Scommessopoli, è fallita la trattativa di cessione del pacchetto azionario di maggioranza del club all’imprenditore Tesoro, che avrebbe sostituito l’attuale presidente, Giovanni Semeraro, il quale è ancora intenzionato a cedere il club pugliese. Il patron ha affermato al ‘Corriere dello Sport’: «La società è ancora nostra e continueremo a gestirla. Nei prossimi giorni ci incontreremo e valuteremo cosa fare».

Si andrà dunque avanti con l’autogestione, in attesa che si facciano avanti nuovi imprenditori intenzionati a prelevare la società. Cedere il Lecce in questi giorni sarà ancora più arduo, bisognerà attendere infatti le sentenze post Scommessopoli e vedere come ne uscirà il club di Via del Mare.

La trattativa con Tesoro è fallita a causa del terremoto scommesse: l’industriale voleva tutelarsi in vista di una possibile penalizzazione in B o addirittura della retrocessione in Lega Pro; Semeraro invece, molto più ottimista, non esclude «un possibile ripescaggio in serie A visto tutto quello che si è letto sui giornali».

A Lecce è attesa la riconferma del ds Carlo Osti, che se accetterà di continuare il suo più che mai delicato incarico, dovrà iniziare ad impartire le direttive generali su come muoversi in ambito di mercato, tra cessioni, prestiti e comproprietà il ds proverà a trattenere Serse Cosmi, nel caso in cui l'allenatore fosse chiamato da qualche club di A o valutasse poco ambizioso il progetto dei salentini.

Tempo di burrasca, quindi, in casa Lecce, in un estate resa già torrida dalle inchieste sul calcio scommesse.

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