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Nessuna rete al Picchi tra i toscani e la squadra di Pea, che con questo pareggio rischia di perdere il terzo posto a scapito del Verona di Mandorlini.

Finisce senza reti al “Picchi” lo scontro tra Sassuolo e Livorno. I padroni di casa interrompono così la serie di cinque consecutivi ko battezzando nel modo migliore la prima in panchina di Attilio Perotti. Per i neroverdi, per l'occasione in tenuta bianca, un pareggio che permette loro di continuare a sognare la promozione diretta. Fondamentale lo scontro diretto di Torino in programma martedì prossimo.

FORMAZIONI – Nel Livorno c'è l'esordio di Attilio Perotti chiamato in settimana al posto del silurato Armando Madonna. Il nuovo tecnico deve fare a meno degli infortunati di lungo corso Pieri, Belinghero e Dell'Agnello e dello squalificato Bernacci e cambia modulo. Un 4-3-2-2 con Paulinho unica punta davanti al duo Bigazzi - Dionisi punte. A centrocampo dentro Remedi e Filkor. Siligardi recupera ma parte dalla panchina. Nel Sassuolo Gazzola è ancora acciaccato e parte dalla panchina. Pea lo sostituisce con Marzorati. Al centro della retroguardia c'è l'ex di turno Terranova. In attacco il riferimento centrale è Boakye supportato dalla coppia Sansone – Missiroli.

PARTITA – Si parte a ritmi piuttosti blandi, complice il clima quasi estivo del “Picchi” con le due squadre molto attente a non scoprirsi, tanto che la prima emozione arriva dopo dieci minuti, la provoco un colpo di testa di Consolini sugli sviluppi di un corner battuto da Sansone. La replica amaranto al 18' con Dionisi; l'attaccante amaranto si beve due difensori sassuolesi e costringe Pomini in corner. Gli ospiti tornano a pungere al 22' con una velenosa conclusione dal limite di Sansone deviata con qualche difficoltà in corner da Bardi. Al 28' gli amaranto chiedono un rigore per un presunto fallo di mano di Cofie. L'arbitro fischia invece un fallo di Paulinho. Episodio da rivedere. Con il passare dei minuti il Livorno prende possesso del centrocampo senza però creare difficoltà alla munita difesa del Sassuolo, non a caso la terza meno perforata del torneo. Il primo tempo si chiude dopo un minuto di recupero sullo 0-0

Si riparte a ritmi blandi con il Livorno che mantiene una lieve supremazia territoriale senza peraltro creare soverchi problemi a Pomini. Il primo a smuovere le acque è Pea, al 10' il tecnico neroverde butta dentro Gazzola a Troianiello al posto di Consolini e Boakye. Perotti risponde dopo pochi minuti, dentro Siligardi, classico ex di turno, per Bigazzi. La prima occasione della ripresa arriva al 17', ci prova Missiroli in acrobazia, bravo Bardi a distendersi e deviare in corner. Da questo momento in poi il Sassuolo prende in mano le redini del gioco e prova a prendersi i tre punti. Al 19' ci prova Longhi di testa, ancora bravissimo Bardi a mettere in angolo. A metà frazione secondo cambio amaranto dentro Meola per Salviato. Gli emiliani attaccano, ci prova il neo entrato Siligardi, il Sassuolo risponde un minuto dopo con Troianiello. In chiusura di frazione ci prova ancora Siligardi ma il suo tiro si perde sulla traversa.

CHIAVE – Per la prima volta dopo ben 29 partite il Livorno non incassa gol, ecco la vera chiave della partita.

CHICCA –  Le due parate di Bardi a metà ripresa valgono da sole il prezzo del biglietto. Tenete d'occhio questo ragazzo, farà strada.    

MOVIOLA – L'episodio più controverso al 28' della prima frazione, sugli sviluppi di un corner il Livorno reclama per un fallo di mano ma il contestato Candussio fischia un fallo di Paulinho-

TATTICA – Alla sua prima in panchina Perotti si affida a Paulinho unica punta supportato da Bigazzi e Dionisi. Modulo che diventa un 4-4-2 in fase di non possesso. Rispetto alla gestione Madonna immutata la retroguardia composta dal poker Salviato, Bernardini, Knezevic, Lambrughi. Pea risponde con il solito, guardingo, 3-4-1-2. In attacco il giovane di scuola genoana Boakye è supportato dagli inserimenti di Sansone e Missiroli.

PROMOSSI&BOCCIATI - Nel Livorno buona prestazione di Lambrughi, bravo sia in fase difensiva che quando c'è da fluidificare. In avanti meglio Dionisi, pur se talvolta troppo egoista, di Paulinho. Come al solito impeccabile tra i pali Bardi. Tra gli ospiti Sansone regala l'impressione di essere sempre pericoloso mentre Boakye è spesso evanescente. Bene Magnanelli in mezzo al campo, regala ordine e geometria alla manovra.

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