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Il brasiliano non vuole cali di concentrazione: "Dobbiamo continuare a fare punti", e giura amore eterno alla Samp: "la squadra più importante in cui abbia mai giocato".

Il suo volto sorridente, la sua parlantina, l'impegno e il talento epressi sul campo da gioco: è Eder il simbolo della rinascita blucerchiata. Arrivato nel mercato di gennaio, dopo otto giornate di campionato senza gol, ma condite da prestazioni comunque maiuscole, il brasiliano ha realizzato quattro marcature in tre partite, regalando i punti decisivi ai blucerchiati per agguantare il sesto posto e sperare nella promozione. Dal suo arrivo a Genova è entrato nel cuore dei tifosi, naturale quindi che l'iniziativa della Sampdoria di farlo chattare coi tifosi, tramite la pagina ufficiale del club di Corte Lambruschini, sia stato un vero e proprio successo.

Tanti, tantissimi i suppoters doriani che si sono improvvisati giornalisti, o che semplicemente hanno manifestato affetto e   stima nei suoi confronti. Più di 300 i commenti in un'oretta scarsa, riporta il 'sito ufficiale' della Sampdoria, come numerosi sono stati i temi trattati nel corso della chiacchierata: "I playoff? Vanno ancora conquistati. Ci crediamo. Il gruppo è unito e mi trovo alla grande. Dobbiamo mantenere alta la guardia, non bisogna mai calare e continuare a fare punti"

Il dialogo aperto col brasiliano ha anche toccato temi più personali, come l'origine del suo soprannome, tributo del padre al leggendario Eder del Mundial spagnolo dell'82, o del suo dio calcistico: "il mio idolo era Ronaldo". Non mancano poi commenti sui giovani blucerchiati Mustafi e Gentsoglou: "sono sicuro che faranno bene, devono solo crescere" e racconti d'infanzia. ma ciò che senz'altro ha scaldato il cuore dei tifosi, è stata la dichiarazione in merito al suo futuro, che l'attaccante vede tinto di blucerchiato: "Lo spero, è la squadra più importante in cui abbia mai giocato".

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